Un borgo e una fortezza

Un borgo e una fortezza. Civitella del Tronto uno dei borghi più belli d’Italia. Una fortezza imponente, strategica che ci tramanda la storia della nostra terra.
di Michele Luongo

Un borgo e una fortezza - Civitella del TrontoCivitella del Tronto (TE) – Un borgo e una fortezza. Nell’entroterra dell’Abruzzo, in provincia di Teramo, nella Valle Vibrata su per una rupe si distende uno dei più borghi d’Italia: Civitella del Tronto, sovrastata dalla Fortezza. Ho avuto il piacere di scoprire questo luogo, durante la manifestazione dell’anteprima del vino Montepulciano d’Abruzzo, una vera sorpresa. L’Italia è una terra bellissima e non mi stancherò mai di affermare che della nostra penisola conosciamo sempre poco e non l’amiamo mai abbastanza e che la politica non fa abbastanza per valorizzare questo patrimonio che oserei dire unico.

La fortezza è un fiore all’occhiello, un’opera imponente d’ingegneria militare mai realizzata in Italia, è seconda in Europa dopo la Fortezza di Hohensalzburg di Salisburgo con la quale è gemellata.

25.000 m2 di superficie complessiva ed una lunghezza di 500 metri, in una posizione strategica dominava la valle e segnava il confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Ultima roccaforte borbonica ceduta ai piemontesi; da qui lo smembramento della sua ricchezza, con asportazione d’ogni genere.

Grazie all’intervento della Sovrintendenza e delle Belle Arti dell’Aquila, della Cassa del Mezzogiorno e dell’Amministrazione Comunale, dal 1973 al 1985, si è provveduto al restauro conservativo che oggi ci permette di ricevere testimonianze delle genti d’Abruzzo e ammirarequesto luogo.
La fortezza con mura di cinta spesse anche di tre metri, ha tre grandi piazze su tre dislivelli in modo che dal più alto si vedono le due piazze sottostanti, ha camminamenti per le ronde, e cisterne d’acqua, ancora oggi funzionali e luoghi refrigeranti per i prodotti di alimentazione, in modo di resistere anche per lunghi periodi di assedio.

Un borgo e una fortezza. Dopo le tre vaste piazze vi sono i resti del Palazzo del Governatore , di fianco alla Chiesa di San Giacomo, nella parte retrostante al palazzo si distende un incantevole paesaggio storico, con viali e parte abitativa dove si animava la vita del Palazzo. Qui troviamo un interessante Museo che ospita una serie d’ armi più antiche come le pistole a pietra focaia, alcuni schioppi a miccia (XV secolo) e alcuni fucili da Fortezza sempre a pietra focaia, nonché testimonianze del Regno delle Due Sicilie, come pergamene, permessi, un albero genealogico della famiglia dei Borboni, vestiti d’epoca, foto di Garibaldi, berretti e oggetti vari dei garibaldini. A simboleggiare quel confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio vi è conservato un cippo confinario, una delle antiche colonne di travertino poste, appunto, al confine.

Poi i camminamenti sulle mura danno il piacere di un panorama mozzafiato, dai monti gemelli al Gran Sasso , difatti non dimentichiamo che ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso.

La visita non può concludersi senza visitare il piccolo borgo di Civitella del Tronto, sottostante la Fortezza, con la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, ornata da grandi nicchie con altari, stucchi settecenteschi, impreziosita da arredi lignei di raffinata fattura e dall’organo del 1707. Un borgo ben curato, strade pulite, gente cordiale , ospitale che merita di essere visitato, e naturalmente gustare la tradizionale e buona cucina abruzzese. ( www.fortezzadicivitella.it )

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (24/03/2014)

 

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