Un Castello all’orizzonte

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Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale. Il Castello fu conteso da Foligno e Spoleto e prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini.  
Redazione

 

 

Postignano
Borgo di Postignano, Sellano (PG)

Da maggio ad ottobre 2015, presso il borgo medioevale di Postignano (PG), in Umbria, si terrà la quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte”.   Postignano è una frazione del Comune di Sellano che fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura dei due proprietari, gli architetti napoletani Gennaro Matacena e Matteo Scaramella (Mirto srl). E sono proprio i due architetti ad organizzare le iniziative estive al borgo. 
Un Castello all’Orizzonte un estate ricca di eventi, musica contemporanea, jazz e tango, teatro, conferenze su enogastronomia e archeologia arborea, incontri con autori e attori,  arte moderna e contemporanea, fotografia, musica classica, masterclass. 
Nel borgo sono fruibili nuovi spazi: il wine bar “Vini e Oli dell’Umbria”, il centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il giardino delle rose”. Lo staff del Castello di Postignano si è arricchito di nuove professionalità, come sempre attente alle esigenze dei clienti e degli ospiti.

L’attestato ricevuto dai Club Unesco d’Europa per il restauro del borgo e il successo che il documentario “Un’architettura spontanea dall’abbandono al recupero” ha ottenuto al Festival International des Films d’Art di Montréal, ci confortano nel ritenere che il percorso intrapreso valorizzi la storia e la bellezza della terra d’Umbria”.  

Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – una sala conferenze – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento. Qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane.

Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.
Il borgo di Postignano (esempio meglio conservato tra i villaggi fortificati della Valnerina)  ha forma di triangolo, con torre di avvistamento in alto e mura che circondano le abitazioni costruite sul declivio di una collina.

Il Castello fu conteso da Foligno e Spoleto e prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini. Soprattutto tra il XIV e il XV secolo, il borgo ebbe una fiorente economia basata su agricoltura, attività forestali, artigianato del ferro e canapa.
A partire dal XVI secolo la sua popolazione cominciò a diminuire; nel corso del ’900 vi fu una consistente emigrazione. Nel 1966, a seguito di un piccolo cedimento del terreno, le famiglie furono evacuate. L’abbandono provocò il deterioramento del borgo, aggravato dal sisma del 1997.

Nel 2004 il borgo è stato inserito nell’elenco dei monumenti di interesse storico artistico dal Ministero dei Beni Culturali.
Nel 2007 la Mirto srl, che aveva acquistato il borgo prima del sisma, iniziò il restauro degli edifici e degli affreschi, con il contributo della Regione Umbria e il sostegno dell’ Amministrazione di Sellano.  Info: www.castellodipostignano.it

 

    Redazione
 (20/05/2015)

 

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