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La Consulta del mondo enologico


Nasce la Consulta Nazionale del Vino Italiano. Conoscere per sapere: il vino come istruzione e cultura.  Il primo punto su cui si concentrerà il lavoro della Consulta sarà l’introduzione di una appropriata istruzione sulla vite e sul vino, sullo stile di alimentazione mediterraneo.
di Michele Luongo

  

VinoPresentarsi uniti per rilanciare i valori e la cultura enologica del nostro Paese. È questa l’idea da cui nasce la Consulta Nazionale del Vino italiano, progetto che ha mosso ufficialmente i primi passi lo scorso 17 aprile . A Roma si sono infatti riuniti, su iniziativa di Onav, i rappresentanti delle maggiori associazioni del comparto vitivinicolo nazionale, allo scopo di riflettere sulle attualità delle tematiche. 
La Consulta Nazionale del Vino si propone di affrontare concretamente i problemi del settore a 360° divenendo, per il consumatore, un punto di riferimento per tutto ciò che concerne la conoscenza del mondo enologico ed al contempo, di essere elemento propositivo di interventi sul fondamentale tema dell’educazione al consumo. 
Al progetto hanno aderito una larghissima rappresentanza di Associazioni tra cui: Onav, Agivi, Ais, Aspi, Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino, Fisar, Fivi e SlowFood, oggi sono dunque state gettate le basi di quello che sarà un lungo percorso di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni e dei consumatori. Ognuna delle associazioni presenti ha infatti, per propria natura, diversi approcci e finalità. Fondamentale è perciò trovare un linguaggio ed uno scopo comune, che consenta di approntare un piano di lavoro ben definito, che possa essere sottoposto alle istituzioni.

Il primo punto su cui si concentrerà il lavoro della Consulta sarà l’introduzione di una appropriata istruzione sulla vite e sul vino , sullo stile di alimentazione mediterraneo, in cui fondamentale è l’abbinamento cibo-vino, e  sul valore del territorio vinicolo italiano, della sua storia e della sua gastronomia già nel percorso scolastico, come avviene in altri Paesi dell’Unione Europea. 
Quindi, avvicinare il consumatore al mondo del vino, alla sua storia millenaria e ai suoi valori perché solo attraverso la “conoscenza” si potrà dare nuovo respiro  al comparto, valorizzando quella tipicità ed unicità del prodotto vino così strettamente legata al territorio e alla cultura del Gusto Italiano.

La FIVI è tra i fondatori della Consulta Nazionale del Vino Italiano, apporterà sostanza e concretezza per difendere lo stile e la cultura mediterranea.  La sua convinta adesione nasce dall’esperienza maturata in ambito europeo con la CEVI, la Confederation Europeenne des Vigneron Independant, organismo che raggruppa le associazioni nazionali di vignaioli. In altri stati, infatti, esistono già tavoli di discussione interprofessionali che agiscono efficacemente sulle politiche nazionali, la cui esperienza potrà essere portata nel nostro paese dai Vignaioli Indipendenti.

Saverio Petrilli, segretario nazionale della FIVI, dichiara: “La nostra attività  si rivolgerà primariamente alle scuole. Rappresentano il nostro futuro, oggi così fortemente contaminato da modelli provenienti da tutto il mondo: mostreremo in maniera chiara cosa è il modello Mediterraneo, dando l’opportunità di scegliere consapevolmente e non passivamente. Inoltre ci rivolgeremo  alle istituzioni e alle forze politiche, fornendo il quadro completo delle necessità del nostro settore, dei problemi, del valore culturale ed economico che rappresenta”.

Naturalmente la Consulta è aperta a nuove adesioni da parte di Associazioni ed Istituzioni, già  si prevede l’ampliamento dei partecipanti con alcune altre importanti presenze.

 

        di Michele Luongo
           (09/05/2015)

 

 

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