Mela.Interpoma Fiera internazionale

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Mela. Interpoma, Fiera internazionale per la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela, definito il programma de “La Mela nel Mondo” . Il congresso internazionale sulla situazione attuale e sulle prospettive del settore melicolo si svolgerà durante le tre giornate di Interpoma 2016, dal 24 al 26 novembre 2016.
Redazione

 

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Mela, Interpoma

Mela. Nell’ambito di Interpoma 2016, la fiera internazionale sulla coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela in programma a Fiera Bolzano dal 24 al 26 novembre 2016, si rinnova l’appuntamento con il congresso “La Mela nel Mondo”, la tre giorni di dibattiti e interventi sui temi chiave del settore. Complessivamente, saranno una ventina i relatori provenienti dalle zone del mondo più vocate nella produzione della mela che affronteranno gli argomenti più caldi del momento.
La prima giornata, giovedì 24 novembre, avrà come tema “Il mercato delle mele in fase di transizione”, e si discuterà su come reagire al momento critico che sembra stia attraversando il comparto. In particolare, si indagheranno le nuove necessità dei mercati, si approfondirà il “modello altoatesino”, si dibatterà delle esigenze degli importatori e si discuterà il tema della frutticoltura sostenibile. Non mancherà anche un esperto di statistica che fornirà diversi dati sui consumi di mele, da anni in costante calo. Perché sta succedendo questo? Forse la “vecchia generazione” dei consumatori è in estinzione? Quali sono le possibili soluzioni per uscire da questa impasse?

La seconda giornata, il 25 novembre, sposterà la prospettiva dalla parte del consumatore – il tema sarà: “La parola al consumatore” -, indagando i fattori principali che influenzano l’acquisto di una mela, dal gusto al prezzo, alla dimensione, alla consistenza, nonché le aspettative per le nuove varietà di mela. E’ prevista anche una relazione sul futuro molto promettente dei prodotti trasformati a base di mela.

La giornata conclusiva, sabato 26 novembre, sarà quella più proiettata sul futuro a lungo termine del settore e tratterà di “Novità da scienza, ricerca e tecnica”. In particolare, ci si concentrerà sul comportamento a livello sensoriale e salutistico di vecchie e nuove varietà di mela, sul vivaismo moderno e le relative tecniche di propagazione, sull’utilizzo di droni nei frutteti, sulla irrigazione programmata in frutticoltura e sul progetto internazionale “Monalisa”, cui partecipano diverse stazioni sperimentali per monitorare parametri chiave dell’ambiente alpino, allo scopo di garantire una produzione di qualità. Chiuderà la sessione un intervento su “Eufruit”, la rete tematica europea sull’innovazione nella frutticoltura.

“Il programma de “La Mela nel Mondo” è già completamente definito – ha dichiarato il coordinatore del congresso, Kurt Werth – e anche quest’anno vedrà confrontarsi i massimi esperti internazionali del settore. I temi su cui dibattere, del resto, non mancano. Con il raccolto 2014 abbiamo avuto uno degli anni peggiori a livello di prezzo, come non accadeva addirittura dal 1999. I motivi di questa performance negativa sono stati sostanzialmente due: la produzione europea e le ormai note sanzioni russe, che hanno colpito non tanto l’export altoatesino, quanto quello polacco, in quanto la Polonia era il maggiore esportatore di mele in Russia. La produzione polacca, quindi, ha cercato sbocchi soprattutto nei paesi UE. L’Alto Adige si è quindi trovato di fronte a un forte problema di prezzi, a fronte di una produzione che è rimasta pressoché costante, attorno agli 1,2 milioni di tonnellate. C’è però una sostanziale differenza da rilevare, tra chi proponeva nuove varietà e chi varietà tradizionali. Chi infatti si è presentato sul mercato con mele quali Pink Lady, Kanzi, Jazz, o comunque con varietà innovative e di club, ha spuntato un prezzo accettabile. Le varietà tradizionali, come ad esempio Braeburn e Golden, sono invece quelle che hanno sofferto maggiormente questa congiuntura”.

“La produzione 2015 – conclude Werth – è stata su livelli normali. In Alto Adige, le temperature piuttosto basse in autunno hanno favorito la colorazione dei frutti. I prezzi, rispetto all’anno precedente, sono un po’ in salita, ma siamo ancora lontani dall’ideale. E’ ancora presto, al momento, per fare previsioni a riguardo”.  (  www.interpoma.it  )

 

    Redazione
  (13/02/2016)

 

 

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