Miscela preferita, si discute, altri fanno affari

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Italia che vai, caffè che trovi. Mentre nel nostro Paese si litiga sulla miscela preferita, altre nazioni si contendono il ricco mercato del caffè.
Redazione

 

Caffè, Miscela preferita, si discute altri fanno affariMiscela preferita. Più arabica al nord, più robusta al centro-sud. Mentre gli italiani si dividono in base alla miscela preferita, pochi paesi si spartiscono il mercato del caffè.

Il sud è in cima alla classifica dei consumatori di caffè, con il 34% dei consumi e il 25% degli acquisti al bar, seguiti dalla popolazione del nord ovest, 27% dei consumi e 33% al bar, mentre nord est e centro si attestano attorno al 20% di consumo di caffè. L’Italia è al quinto posto fra i maggiori Paesi importatori ed è al decimo posto in Europa per consumi pro-capite vista la modalità di consumo: concentrata a colazione e dopo pranzo, a differenza degli altri Paesi, dove il caffè rappresenta la bevanda di accompagnamento dei pasti e dei vari break giornalieri.

Complessivamente, i consumi mondiali pro-capite annuali si aggirano sui 4,4 kg. A guidare la classifica è la Finlandia, con 11,4 kg. Segue la Germania, con 7,60 kg a testa, l’Ue con una media di 5,20 kg, gli Stati Uniti con 4,20 kg e il Portogallo con 2,37 kg.

Per quanto riguarda l’Italia, il mercato risente della geografia dei vari consumatori. Quello italiano è un mercato frammentato, con miscele che variano in base a esigenze territoriali. Lungo le zone costiere, per riuscire a mitigare gli effetti climatici dovuti al mare, le miscele hanno una base di 50% Arabica e 50% Robusta mentre nell’interno, nelle grandi città come Milano, Bologna, Roma la tendenza è a offrire caffè più profumati con una maggiore percentuale di Arabica.

Mentre nel nostro Paese si litiga sulla miscela preferita, altre nazioni si contendono il ricco mercato del caffè.

Negli ultimi due anni il Vietnam ha puntato sulla produzione di caffè, al posto del tradizionale riso, per diventare il maggior produttore al mondo della specie Robusta. Il Brasile è il più importante produttore di Arabica.

Infine il biologico, esiste una linea 100% bio che si acquista da piantagioni certificate. È un segmento che prende sempre più piede, anche se i costi sono maggiori. È sicuramente un prodotto diverso, di qualità eccellente. Il bio vale il 5% del fatturato. di C. S. –  fonte:  http://www.teatronaturale.it

 

   Redazione
  (07/03/2017)

 

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