Posto d’onore all’olio extravergine d’oliva

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Con Sol&Agrifood cresce il business dell’agroalimentare di qualità.  L’edizione 2015 chiude con 65mila operatori in quattro giorni. Crescono le presenze internazionali. Bene la sinergia con Vinitaly ed Enolitech. Soddisfatte le aziende espositrici intervistate.
Redazione

 

Olio-extra-vergine-olivaVerona – Un menu che piace e incontra il gusto di palati sempre più internazionali. È quello dell’edizione 2015 di Sol&Agrifood che, dal 22 al 25 marzo, ha raggiunto le 65mila presenze da 80 paesi. Si tratta di buyer e operatori del settore arrivati al salone b2b di Veronafiere per scoprire le eccellenze dell’agroalimentare: olio extravergine d’oliva in primis, ma anche pasta, salumi, specialità dolciarie, formaggi, miele, salse, aceto balsamico, birra artigianale e caffè. Produzioni rinomate in tutte il mondo o di nicchia, in ogni caso accomunate dall’alta qualità, protagonista assoluta della rassegna (www.solagrifood.com).
«Con 36 miliardi di euro, l’agroalimentare rappresenta un caposaldo dell’export made in Italy – commenta Damiano Berzacola, vicepresidente Vicario di Veronafiere –, destinato a crescere di altri 2 miliardi a fine 2015. L’olio e il food italiani sono sempre più apprezzati oltreconfine come conferma questa edizione di Sol&Agrifood che ha visto aumentare dal 21 al 23 per cento i visitatori esteri, provenienti da 80 nazioni, quattro in più rispetto al 2014».

Merito di un format che sposa il business legato alla proposta espositiva con degustazioni, workshop di cucina, convegni e corsi di formazione. Senza dimenticare l’interazione con le altre due rassegne che si svolgono ogni anno in contemporanea nel quartiere fieristico di Verona, Vinitalty, il salone internazionale dei vini e dei distillati ed Enolitech, rassegna sulle tecnologie per l’olivicoltura e la viticoltura: due mondi contigui e complementari all’offerta di Sol&Agrifood.

Anche quest’anno un posto d’onore a Sol&Agrifood è stato occupato dall’olio extravergine d’oliva, prodotto chiave del made in Italy agroalimentare che nel 2014 ha raggiunto 1,3 miliardi di euro di export. Un comparto da promuovere, valorizzare e difendere cui la manifestazione ha dedicato le iniziative e i seminari di Unaprol-Consorzio olivicolo italiano, gli assaggi all’Oil Bar dell’Organizzazione nazionale assaggiatori olio d’oliva con le degustazioni degli oli vincitori del Sol d’Oro Emisfero Nord e Sud e gli incontri b2b del Gdo Buyer’s Club. Un’attenzione sottolineata dalla presenza, per la prima volta, di Jean-Louis Barjol, direttore del Consiglio oleicolo internazionale. Tra le aziende espositrici, c’è anche chi ha riprodotto un frantoio al proprio stand, come l’Oleificio Sciroppo, da Foggia: «Siamo presenti a Sol&Agrifood da oltre dieci anni – racconta Michele Sciroppo, il titolare – e questa edizione non ci ha deluso, grazie ai numerosi contatti con gli operatori. I nostri mercati esteri di riferimento si sono confermati Europa e Stati Uniti, ma abbiamo notato interesse anche da parte di alcuni buyer del Medio Oriente».

Giudizio positivo anche da Unaprol: «Buona l’affluenza di pubblico – afferma il presidente David Granieri –. Il binomio di olio-cibo è vincente». Mentre per Daniele Salvagno, presidente di Federdop olio, «questa edizione di Sol&Agrifood ha coniugato conoscenza dei sapori con l’esigenza di sapere riconoscere l’offerta proposta al mercato mondiale dal Sistema delle DOP/IGP italiane».

Parlando di cibo italiano, la pasta è senza dubbio uno degli altri simboli universali della dieta mediterranea, la cui produzione diventa vera e propria arte a Sol&Agrifood per alcune realtà come il Pastificio Morelli, a conduzione familiare dal 1860, in provincia di Pisa, e storico espositore della rassegna. Antonio Morelli, uno dei tre fratelli soci e responsabile commerciale rappresenta la quinta generazione: «La nostra azienda fa perno sull’artigianalità e su tutto quello che non è pasta nel senso tradizionale – spiega –. Abbiamo quindi riscoperto ricette dimenticate, come la pasta al germe di grano mangiata dai nostri nonni e creato tipologie specializzate, come quella al glutine tarata per tenere la cottura in abbinamento all’astice.

 Il bilancio di questa edizione di Sol&Agrifood è stato positivo: se lavori bene durante l’anno i risultati in fiera poi si notano, soprattutto per un prodotto di lata gamma come il nostro che esportiamo per il 50% in Europa, Stati Uniti, Far East e Australia».

Tra le novità di questa edizione, l’area A Taste of Coffee, realizzata in collaborazione con Scae-Speciality coffee association of Europe con l’obiettivo di diffondere la cultura del caffè attraverso veri e propri sommelier dell’arabica, o meglio “coffee trainer” come chiarisce Davide Cobelli, responsabile formazione Scae per l’Italia: «Promuoviamo l’eccellenza del caffè attraverso iniziative come seminari, degustazioni e gare – fa sapere –. La nostra prima partecipazione a Sol&Agrifood è stata un successo, con un’affluenza di operatori oltre le aspettative, anche esteri, incuriositi dall’espresso e i 20 workshop organizzati che hanno registrato sempre il tutto esaurito, con oltre 380 iscritti». In quattro giorni sono stati serviti oltre 5.800 caffè di cinque torrefatori italiani e come guest star è intervenuta anche Chiara Bergonzi, vicecampionessa mondiale di Latte Art, l’abilità di decorare cappuccini e caffè speciali.

Debutto quest’anno anche per l’area dedicata ai formaggi di Cheese Experience dove, insieme ad Onaf- Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, si sono tenuti laboratori e degustazioni guidate. Soddisfazione per un campione dell’agroalimentare italiano conosciuto in tutto il mondo, il Parmigiano Reggiano, con Carlotta Barbieri, dell’Ufficio marketing del Consorzio che afferma: «È la nostra prima esperienza a Sol&Agrifood e il bilancio è assolutamente positivo. Registriamo la soddisfazione degli otto caseifici che si sono alternati in questi giorni di manifestazione. Hanno potuto sviluppare vari contatti interessanti ed è stato importante creare sinergie con altri prodotti».

Cresciuto poi lo spazio dedicato al mondo della birra, con molte aziende che hanno affiancato l’area espositiva di Assobirra con i suoi birrifici artigianali, come conferma Filippo Ghidoni, titolare dell’Azienda Agricola Cascina Morosina: «Sono state giornate intense con alcune buone opportunità di allargare i nostri canali commerciali. Per noi sono stati molto utili i contatti diretti con in buyer, soprattutto italiani, interessati alla nostra birra agricola. È il primo anno che veniamo a Verona e penso ci torneremo».

A Sol&Agrifood 2015, direttamente dall’Umbria, anche la Giuliano Tartufi di Pietralunga, in provincia di Perugia, azienda con oltre 20 anni di attività nel campo dei tartufi freschi e nei prodotti a base di tartufi e funghi: «La fiera è andata molto bene – conferma Giuliano Martinelli, titolare – e siamo soddisfatti di aver partecipato. Abbiamo avuto molti contatti da operatori interessati alle novità proposte durante la manifestazione e ricevuto la visita anche di clienti dall’estero, dove esportiamo già in 50 paesi».

Nel campo del food di alta gamma opera da 40 anni anche Sanfelici, azienda del mantovano specializzata in salumi, formaggi e antipasterie dedicati alla ristorazione classica italiana: «Lavoriamo molto con i ristoranti italiani ma vogliamo espanderci anche all’estero – afferma Franco Sanfelici, titolare –. A Sol&Agrifood abbiamo incontrato buyer da Corea del Sud, Stati Uniti, Germania, Francia, Svezia e Sudamerica. La contemporaneità con Vinitaly di sicuro favorisce l’arrivo di operatori stranieri alla ricerca di del food italiano di qualità da abbinare ad un buon vino».

Bene anche per Giovanni Ciamis, sales executive di Frozenart: «C’è stato molto interesse per prodotti nuovi e innovativi come i nostri sorbetti che utilizzano materie prime non tradizionali, come il vino. In particolare all’estero. Abbiamo aperto buoni contatti con operatori tedeschi, cinesi e francesi. Tutti buyer qualificati».

Tra i prodotti che quest’anno hanno riscosso maggiore successo c’è l’aceto balsamico, come fa sapere Milo Bertoni, titolare dell’Acetaia del Casato Bertoni: «Gli aceti, in particolare il balsamico di Modena, attirano molta attenzioni. Abbiamo avuto almeno cinque contatti interessanti, specie dall’estero, per esempio dal Perù e dall’Irlanda».  (  www.solagrifood.com  )

 

   Redazione
(14/04/2015)

 

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