Verona Ristorante La Canonica, realtà gastronomica

Ristorante La Canonica, una realtà gastronomica di assoluta qualità, dove lo chef Saimir Xhaxhaj, e il suo staff con passione, tecnica e sapienza, rilasciano agli sopiti il piacere delle emozioni culinarie con prelibatezze di terra e di mare
di Michele Luongo 

Verona Ristorante La Canonica, realtà gastronomica
Ristorante La Canonica, chef Saimir Xhaxhaj

Verona Ristorante La Canonica, una realtà gastronomica di assoluta qualità, in un ambiente contemporaneo, easy, ma elegante e raffinato nel centro storico della città scaligera, in Vicolo San Matteo, piccola traversa del Corso Porta Borsari, qui, il piacere culinario di una bella cucina, quella dello chef Saimir Xhaxhaj.

Si è accolti con professionalità e gentilezza a fare gli onori di casa il direttore Raz Trebe, che mette da subito gli ospiti a proprio agio. Si è accompagnati al tavolo, l’arredo che ci circonda nella sua linearità si fa scoprire piacevolmente, ora la bottigliera dei vini a parete, ora il design dei lampadari volutamente retrò di pregiata cristalleria, o la lampada in ferro battuto nella forma Yggdrasill, l’albero del mondo, o il porta fiori a centro d’ogni tavolo, come il porta posate.

Naturalmente l’attenzione è volta alla cucina a vista, dove lo chef e il suo staff opera davanti agli ospiti, così sorseggiando il calice di benvenuto Balestri Valda Spumante Volkanus Brut S.A., Spumante metodo Martinotti prodotto con uve Garganega in purezza, bollicina di freschi profumi, ci si appresta a una vera esperienza gastronomica capace di attivare l’emozione sensoriale, come con il menù degustazione Esordio. Ma intanto lo chef ci stuzzica con “Una pappa al pomodoro con paprika affumicata e monte veronese”, e il viaggio non poteva incominciare nel migliore dei modi i sapori di una volta con il tocco della modernità.

 “Capesante, cipolla di Tropea caramellata, nocciole e lime”, portata di bella presentazione, capesante adagiate su fondo nero, con erbetta e petali. La cottura è semplicemente perfetta, si sente tutta la consistenza e la qualità delle capesante, molto bene la note della nocciola croccante e la dolcezza della cipolla caramellata, e dal lime il giusto brio. Eccellente portata. Ottimo l’abbinamento con la freschezza minerale del Paulessen Riesling Mosella 2018, Andreas Bender, che continuiamo a sorseggiare con lo “Spaghettone “Mancini” Grana Padano, pepe Sichuan e crudo di gamberi rossi di Mazara del Vallo”.

Splendida la presentazione sul bianco della ceramica, lo Spaghettone artigianale con tutta la densità del suo naturale sapore, avvolto nella cremosità perfetta del Grana Padano, e in cima la tartare di gamberi rossi, quasi un fiore, e quel lime grattugiato, qui la sapienza, la tecnica e la creatività dello chef Saimir Xhaxhaj, che con un accostamento eccellente e della qualità degli ingredienti, ci regala una ricchezza di sapori che si fa ricordare.

Musica sottofondo, piacevole atmosfera, e sul tavolo acqua Panna e diverse tipologie di ottimo pane, fatto in casa. Il personale si muove con sicurezza, puliscono più volte i tavoli, e ad ogni portata il cambio delle posate.

La visione della cucina a vista è un vero spettacolo, lo chef Saimir Xhaxhaj, e il suo staff, tutti con divisa bianca e camice in nero, indossano il cappello da cuoco bianco, si muovono in perfetta sincronia, nessuna voce, pochi cenni ed è un’orchestra da cucina perfetta: Poi, nel vedere realizzare le portate diviene di per se già un’anticipazione del piacere culinario.

Si procede con la “Guancia, cavolfiore, pomodorini confit e broccoli”. Presentazione di colore con due cerchi di sugo di pomodoro, crema di cavolfiore, pomodorini e il tocco dei broccoletti. La guancia di vitello con il suo sugo è di perfetta cottura, bel gioco di contrasto di sapori. Nel calice il Valpolicella Superiore 2010, Le Guaite di Noemi, sentori di frutta rossa matura, con accattivante acidità, di ottima beva.

Il Pre-dessert, è una vera sorpresa, fuori dagli schemi, Tè freddo aromatizzato allo zenzero, molto piacevole ed è ideale a pulire e preparare le papille, al dessert. Il “Tiramisù, mascarpone, caffè, amaretti e perlage di tartufo nero”, un eccellente tiramisù scomposto, ogni componente nella sua intensità come il caffè, l’amaretto, il tartufo nero, sia un polvere che in piccole sfere, trova una perfetta armonia che al palato fiorisce di sublime piacere. E la piccola pasticceria con il caffè sono note seducenti tentazioni.  

Verona Ristorante La Canonica, una realtà gastronomica di assoluta qualità, dove umiltà, intelligenza, passione, tecnica e sapienza dello chef Saimir Xhaxhaj, regala agli ospiti il piacere di un arte in grado di trasmettere emozioni culinarie con prelibatezze di terra e di mare. 

Ristorante La Canonica
Vicolo San Matteo 3- 37121 Verona
Tel 0454-732652 –  https://www.ristorantelacanonicaverona.it/

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (09/09/2020)

 

 

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