Auto elettriche, commercialmente non sostenibile

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Dyson ha rinunciato a produrre auto elettriche. Il famoso progettista di aspirapolvere ha chiuso il progetto spiegando di non vedere come “il prodotto possa essere commercializzato in un modo sostenibile”.
Redazione

 

Auto elettriche commercialmente non sostenibile
Sir James Dyson (Jason Kempin/Getty Images for Dyson)

Auto elettriche. Sir James Dyson, il fondatore e proprietario dell’azienda britannica Dyson famosa soprattutto per i suoi aspirapolvere ciclonici, ha rinunciato al suo ambizioso progetto per sviluppare e produrre automobili elettriche. Ha dato la notizia ai suoi dipendenti attraverso un’email, che è poi finita nelle redazioni di diversi siti di tecnologia. Dyson ha spiegato che la rinuncia è derivata dall’impossibilità di trovare un acquirente interessato al progetto.

Un paio di anni fa, Dyson aveva sorpreso molti analisti e investitori annunciando di volere mettere in vendita un’automobile elettrica, diversa da quelle già in circolazione. Alla fine di agosto dello scorso anno aveva esposto un piano con investimenti per oltre 2,5 miliardi di sterline (2,8 miliardi di euro) in diversi ambiti di ricerca, compreso quello per i veicoli elettrici. In molti all’epoca si erano chiesti se Dyson avesse risorse, di personale ed economiche, sufficienti per portare avanti un progetto su una scala così grande, e che tiene impegnati da decenni alcuni dei più grandi produttori di automobili al mondo.

Nella sua email inviata nel tardo pomeriggio di giovedì 9 ottobre ai dipendenti, Dyson ha spiegato che il gruppo di lavoro: “Ha sviluppato un’auto fantastica: ha seguito un approccio ingegnoso rimanendo fedele alla nostra filosofia. Tuttavia, anche se abbiamo lavorato sodo nelle fasi di sviluppo, non vediamo come il prodotto possa essere commercializzato in un modo sostenibile”.

La dimostrazione del primo prototipo della nuova auto elettrica era stata inizialmente messa in programma per il 2020, poi rinviata al 2021 quando l’azienda aveva annunciato di avere bisogno di più tempo. La produzione sarebbe dovuta avvenire in uno stabilimento di Singapore e avrebbe dovuto portare alla messa in vendita di più veicoli, con caratteristiche diverse. Dyson aveva anche spiegato di essere al lavoro per realizzare batterie allo stato solido da utilizzare nelle sue automobili.

In poco meno di un paio di anni, Dyson aveva messo sul progetto dell’automobile elettrica circa 600 dipendenti: molti di loro saranno ricollocati e riceveranno nuove mansioni, secondo l’email nessuno dovrebbe perdere il lavoro. Chi preferirà cercarsi un nuovo impiego potrà concordare la propria uscita con l’azienda.

Dyson ha spiegato che: “Questo non è il fallimento di un prodotto, o il fallimento di un gruppo di lavoro, per il quale questa notizia sarà comunque dura da mandare giù. Ciò che hanno raggiunto è stato immenso, considerata l’enormità e la difficoltà del progetto”. Alcune delle soluzioni sviluppate in questi due anni saranno comunque portate avanti per realizzare batterie allo stato solido, robot e sistemi di intelligenza artificiale.  (  https://www.ilpost.it/ )

 

    Redazione
 (12/10/2019)

 

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