Multe per fare cassa

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Multe ingiuste. Disabile 91nenne munita di pass per il parcheggio, multata, nello spazio adibito alla sosta per gli invalidi, dai Vigili Urbani di Lecce.
di Giovanni D’AGATA

 

parcheggio-disabiliCon le multe se ne vedono di tutti i colori perché come abbiamo costantemente sostenuto, gli enti locali sono alla continua ricerca di fonti di ricavo per rimpinguare le casse vuote, ed allora le sviste sono all’ordine del giorno e costringono i cittadini a rivolgersi ai propri avvocati o alle associazioni come lo “Sportello dei Diritti”,  perché le amministrazioni accertatrici non vogliono sentire ragioni anche quando hanno preso degli abbagli palesi.

Campione di questa tendenza non solo per numero di verbali, ma anche di scarsa volontà a prendere atto degli errori che accadono inevitabilmente su migliaia e migliaia di multe elevate ogni anno, appare il Comune di Lecce, dove sono all’ordine del giorno le situazioni come quella di un’autovettura a servizio di una persona anziana gravemente disabile munita peraltro di pass per gli invalidi che è stata sanzionata lo scorso novembre sugli appositi spazi riservati alla sosta di questi. Nel caso di specie, il tutore della persona è rimasto non poco sorpreso dalla notifica del verbale giunta solo a fine gennaio, perché non solo la rilevazione era stata effettuata in sua assenza come sovente accade quando la contestazione non è effettuata immediatamente, ma soprattutto all’epoca non aveva potuto replicare ed indicare la presenza del pass sul parabrezza dell’autovettura perché i Vigili Urbani se n’erano andati subito dopo aver elevato la sanzione.

Quest’ennesimo caso, sottolinea lo “Sportello dei Diritti”, è la dimostrazione palese che con un po’ più d’accortezza e meno bramosìa di “far cassa” si poteva risparmiare il fastidio per il cittadino multato, tanto più in una situazione di difficoltà di vita quotidiana perché disabile, di doversi rivolgere a qualcuno per opporsi ad una multa ingiusta che certamente verrà annullata dal Prefetto cui è stato presentato il ricorso. ( www.sportellodeidiritti.org )

 

    di Giovanni D’AGATA
        (11/02/2015)

 

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