Uomini lasciati soli

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati, due persone che credevano nella lotta alla mafia e nelle Istituzioni, come Aldo Moro e il Gen. dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, uomini lasciati soli, proprio, dallo Stato. 
di Michele Luongo

 

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Nel tempo le ricorrenze per i delitti di mafia e per le stragi assumono sempre di più il sapore dell’ipocrisia. Ogni anno all’approssimarsi del 23 maggio e al 19 luglio, pagine d’inchiostro inondano il Paese del “nulla”, per, poi, lasciare il tutto come prima.  
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati, due persone che credevano nella lotta alla mafia e nelle Istituzioni, come Aldo Moro, e il Gen. dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, uomini lasciati soli, proprio, dallo Stato, adesso speriamo che oggi non lasci soli i “giovani” magistrati, Luigi de Magistris e Clementina Forleo.

Un’amara constatazione attraversa la nostra mente: la vita di questi uomini è stata spesa inutilmente. Il tempo è il collante della storia, la mafia è sempre presente, lo Stato è sempre assente !

Falcone e Borsellino, uniti nella vita, nel lavoro, e nella memoria collettiva: volti – nomi inscindibili nelle ferite mai rimarginate del Paese. La morte di Giovanni Falcone, il 23.05.1992,  e quella di Paolo Borsellino il 19 luglio 1992,  non si dimenticano, non si devono dimenticare, e non basta solo ricordarle alle ricorrenze. L’impegno deve essere costante e concreto, qualità che non sempre lo Stato è in grado di esprimere con determinazione. Troppo spesso, anzi, sembra proprio che faccia di tutto per cancellare o distruggere quanto di buono hanno costruito gli operatori della giustizia.

Il giornalista Massimo Solani sull’Unità del 19 luglio 2007, ci ricordava come il servizio di Rai Tre “W L’Italia in diretta” sull’omicidio di Francesco Fortugno, la piazza di Locri fosse deserta. La mafia fa paura, fa paura alla gente perché c‘è il vuoto lasciato dalle Istituzioni.

Andando in Calabria, per esempio, è inevitabile scontrarsi proprio con quel vuoto, basta vedere come sono stati lasciati il Tribunale e il comando Carabinieri di Locri. L’abbandono e il degrado del territorio sono sotto gli occhi di  TUTTI, cosi lo è in Campania, in Puglia e in Sicilia.

Questo vuoto, assurdo, condito di vergogna, oggi e domani non sarà mai silenzioso. Un crudele schiaffo a Giuseppe Impastato, Boris Giuliano, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Carlo Alberto dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Beppe Montana, Antonino Cassarà, Rosario Livatino, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e padre Pino Pugliesi, e a tutti quelli che hanno creduto e credono in questo Paese. 

L’ipocrisia, la retorica, nasconde con assurda superficialità anche l’evidenza. Non ci possono essere mezze misure. Lo Stato con i suoi rappresentanti, in ogni sua ramificazione e la politica devono essere chiari e  TRASPARENTI.

La trasparenza, la correttezza, una sana ed obiettiva amministrazione del bene comune,  devono essere punti cardini, per una svolta vera e concreta, soprattutto, nell’area  meridionale. Solo così, si potrà dare risposte, a quelle persone ancora oneste e piene di speranza, altrimenti, molto presto, agli omicidi e alle stragi, non ci sarà più nemmeno un volto che piange. La mafia non dimentica, lo Stato, purtroppo, Si !

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (03/05/2007)

 

 

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