Caldonazzo al via il TrentinoBookFestival

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Caldonazzo via al TrentinoBookFestival. La prima giornata incontri  e racconti della guerra con Paolo Monelli, Robert Musil ed Emilio Lussu.
di Mattia Frizzera

 

Caldonazzo-Massimo-LibardiIl primo conflitto mondiale e storie di modernità dalla Valle dei Mocheni hanno caratterizzato la prima giornata del TrentinoBookFestival di Caldonazzo, con tre incontri giovedì sera alla Casa della cultura. Prima inaugurazione alle 17.30 in piazza Vecchia della mostra dedicata a Roald Dahl, con i ragazzi dell’Istituto Depero che hanno rivisto su tela alcune storie del famoso scrittore per ragazzi. Quindi alla Casa della cultura aperto anche lo spazio di Art4Ca$h, collettivo artistico che si è occupato dei problemi del pianeta, i limiti del nostro sviluppo. Dall’arte modello Ikea, all’albero della vita, attraverso le emozioni del nostro cervello fino ad artcoin, arte che parte dalla difficoltà degli artisti nel guadagnarsi da vivere proponendo ai visitatori di partecipare alla creazione di un’opera.
Massimo Libardi, responsabile del Sistema Culturale Valsugana Orientale, dà l’avvio agli incontri letterali del festival portandoci in guerra con i racconti di Paolo Monelli, Robert Musil ed Emilio Lussu. Alle fotografie di Monelli è dedicata una mostra aperta al Municipio di Caldonazzo. Fra i tre scrittori analogie nel raccontare l’alcol come strumento di estraniazione personale durante il conflitto e distanza sul come si affronta il tema della morte.
Diego Leoni si occupa del più di un milione di persone (680mila soldati italiani, 450mila austroungarici) che erano in Trentino durante la guerra. Su 180mila morti in montagna si stima che un terzo abbia perso la vita a causa del freddo e di altre calamità naturali.

Infine pubblico numeroso ed attento per ascoltare Claudio Morelli e la “lieve” follia dei suoi racconti fra i limiti del passaggio dall’infanzia all’età adulta, dell’essere fra la città (Pergine) e la periferia (Valle dei Mocheni). Il libro di Morelli edito da Publistampa si intitola “Quando i mocheni giunsero al mare”, segno che per l’autore rappresenta un segno di cambiamento epocale, la modernizzazione del Trentino. La modernità è filo conduttore di tutto il libro, che fa capire cosa si è perduto e cosa si è illusioriamente guadagnato. “Scorciatoie e raccontini di una vita in folle” è il sottotitolo, che rimanda ad un carattere ironico, malinconico, distaccato ed autocritico dell’autore.  ( www.trentinobookfestival.it )

 

  di Mattia Frizzera
     (17/06/2016)

 

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