Il filo rosso della vita: tre serate sul valore della donazione, promosse dal Comune di Mori con quattro associazioni per la prima volta insieme. Un supporto silenzioso e vitale, troppo spesso sottovalutato, le associazioni di volontariato attive nel campo delle donazioni assicurano al welfare .
di Antonio Girardi
Il filo rosso della vita: tre serate sul valore della donazione. Una persona non può vivere a prescindere dalla relazione con le altre. C’è un legame indissolubile che ci unisce tutti perché ciascuno di noi conduca un’esistenza dignitosa. Anche e soprattutto quando in gioco è la salute. Tutti abbiamo bisogno di supporti sanitari e assistenziali, per garantire i quali i servizi forniti dal pubblico o dal privato non bastano. E non, si badi, per inefficienza, ma perché il funzionamento dello stesso sistema sanitario e assistenziale necessita di un supporto che non lo Stato o la Provincia ma solo la società civile può dare. Come? Con cittadini che si organizzano per fornire gratuitamente la “materia prima” che serve ai servizi per operare. Noi non ci pensiamo, ma gran parte delle cure e degli interventi che i vari professionisti e tecnici della sanità realizzano sono resi possibili dalle donazioni. Donazioni di sangue, midollo osseo, organi (reni, polmoni, fegato, cuore, tessuti, cornee, ecc.).
Altrettanto importante e prezioso nel campo dell’assistenza è il tempo donato dai volontari accanto ai malati terminali ricoverati negli Hospice, che danno così sollievo anche ai loro familiari.
L’esigenza e l’urgenza che cresca l’ancora scarsa consapevolezza di questo supporto silenzioso e vitale, ma troppo spesso sottovalutato, che le associazioni di volontariato attive nel campo delle donazioni assicurano al welfare, ha spinto il Comune di Mori, attraverso l’assessore competente, Silvana Scarabello Vettore, forte di quasi 40 anni di esperienza professionale come operatrice sanitaria in cardiochirurgia a Padova, a prendere l’iniziativa.
Promuovendo tre serate pubbliche rivolte a tutta la popolazione che l’Auditorium di via scuole a Mori ospiterà alle 20.30 di venerdì il 25 settembre, il 2 e il 9 ottobre. Titolo: Il filo rosso del dono.
Un progetto concepito in gennaio e preparato con il coinvolgimento sia del personale del Comune che delle quattro associazioni coinvolte e protagoniste delle serate: Admo, Avis, Aido e Vivere in Hospice, per le quali interverranno alcuni specialisti di alto livello la cui presenza ha meritato all’iniziativa il sostegno dell’Asuit. Due le novità significative dell’evento articolato in tre serate che sono state sottolineate nell’incontro di presentazione a Mori: innanzitutto questa è la prima volta nel Trentino che, capovolgendo la consuetudine, è un’amministrazione comunale a organizzare momenti pubblici del genere coinvolgendo attivamente le principali associazioni impegnate nel campo della donazione. Secondo: non era mai accaduto che le associazioni della donazione (Admo, Avis, Aido e Vivere in Hospice) unissero idee, energie e obiettivi per presentare con relatori di alto profilo tre incontri sul valore umano e sanitario di questo gesto.
Il filo rosso della vita: tre serate sul valore della donazione, promosse dal Comune di Mori.
La prima serata: Avis e Admo
Marco Gabrielli, presidente di Avis Rovereto che animerà la prima serata di venerdì 25 settembre, ha richiamato l’attenzione sull’intervento previsto di Francesco Bernardi, referente dell’associazione immunodeficienze primitive di Rovereto e padre di una bambina che vive grazie a farmaci che assume ogni mese e che ha bisogno di 140 donazioni di plasma. Il sangue è diventato l’oro del nuovo millennio perché i farmaci emoderivati sono sempre più utilizzati dalla medicina che in questo campo sta facendo passi da gigante. “La sfida – ha aggiunto – è raggiungere l’auto-sostegno da parte della nostra comunità. Siamo vicini al traguardo perché le donazioni crescono ma anche il fabbisogno di sangue per salvare vite umane è ogni anno sempre più alto.
Ad affiancare l’Avis nella prima serata ci sarà l’Admo Trentino, il cui presidente, Alberto Zampiccoli, ha evidenziato l’importanza di iniziative di sensibilizzazione come questa a causa della disinformazione che regna quando si parla di donazioni di midollo osseo, spesso confuso con quelle di midollo spinale. La donazione di midollo osseo – ha proseguito – si effettua in moltissimi ospedali, è semplice e non dolorosa. Io stesso – ha concluso – ho donato il midollo osseo e lo rifarei anche domattina sapendo di poter contribuire così a salvare una persona. A rendere piacevole l’incontro saranno i brani musicali eseguiti dal chitarrista Federico Cainelli.
https://www.avisrovereto.it/ – https://www.admotrentino.it/
La seconda serata con Vivere in Hospice
La serata di venerdì 2 ottobre avrà per protagonista l’associazione Vivere in Hospice, la cui presidente Marina Angeli ne ha ricordato la nascita a Mori nel 2012 a supporto dei servizi e per dare sollievo agli ospiti e ai familiari. “Il nostro compito – ha aggiunto – è anche di diffondere la cultura sia delle DAT, della possibilità delle cure palliative e del piano condiviso degli interventi. Pochi sanno di aver diritto a scegliere cosa fare quando ci si troverà alle prese con una malattia grave e terminale. Si tratta di permettere alle persone di compiere una scelta libera di fronte al proprio fine vita. L’importante quando si affrontano questi temi e di fronte a una malattia inguaribile, è tenere sempre in primo piano la dignità della persona. Avvalendosi del supporto di medici, psicologi e anche di un sacerdote”. Angeli ha segnalato il palliativista di grande esperienza che parlerà il 2 ottobre. Si tratta del dott. Massimo Bernardo di Bolzano, dove è sorto uno sportello che informa le persone del loro diritto a scegliere le disposizioni di trattamento. A impreziosire l’incontro saranno i brani eseguiti dai musicoterapeuti dell’Hospice di Mori. https://www.vivereinhospice.it/
La terza serata con Aido
La serata finale di venerdì 9 ottobre avrà per protagonista l’Aido Vallagarina e Alto Garda “Alessandro Ricchi” di Rovereto, 3.600 iscritti, la cui presidente Luisa Canalia, dopo aver messo plaudito alla collaborazione interassociativa promossa dal Comune di Mori e auspicato che altre amministrazioni comunali seguano quest’esempio, ha richiamato l’attenzione sul valore dei due relatori che interverranno: Lucia Pilati, anestesista trentina alla guida del coordinamento donazioni e trapianti d’organi dell’azienda sanitaria e Gino Gerosa, cardiochirurgo conosciuto in tutto il mondo per alcuni trapianti innovativi che hanno permesso di salvare un maggior numero di pazienti cardiopatici. Dall’inizio di quest’anno Gerosa, che ha sempre operato al Centro Gallucci di Padova ma roveretano di nascita, è assessore alla sanità della regione Veneto. Due le testimonianze di trapiantati previste, insieme a intermezzi musicali proposti dal violoncellista Gabriele De Rosso. https://www.aidovallagarina.it/
di Antonio Girardi
(15/09/2026)
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