Costanzo Zammataro, Futuri Contingenti

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L’intelligenza dei sensi in Gianluca Costanzo Zammataro. Non soggetti al clamore degli affetti sguazzando seguendo i destini. Non sapevi catturare la gioia guardavi cose transitare e spegnersi.
di Veronica Chiossi 

L’intelligenza dei sensi in Gianluca Costanzo Zammataro.  Se il mondo è un inventario di tenebra e bellezza, serve un osservatore affatto speciale per esplorare questa misteriosa coniugazione: Gianluca Costanzo Zammataro assolve pienamente a tale compito nella sua prima opera poetica, Futuri contingenti (Manni, 2020). L’autore indaga incessantemente e senza timore di cambiare prospettiva le porte della realtà, per spalancarle con la potenza del verso.

Quello di Costanzo Zammataro è in parte memore della tradizione, un verso musicale e ritmato, in un’alternanza di composizioni ermetiche (se è vero che la poesia è un «segreto», come scrisse Ungaretti) e chiare, immediate, luminose, forse a suggerirci che è anche l’indagine dell’ombra, e non una fuga da essa, a mostrarci la luce delle cose. La natura è fisica, a contatto con l’Io, che è sia vicino che distaccato nel suo guardare, ma sempre prossimo alla dimensione del dire e fare poesia.  Il fonosimbolismo e la lingua talvolta aulica sono portatori di significato come nella lirica più alta di d’Annunzio e Montale.

Molteplice la tipologia tematica della raccolta. L’ironica demistificazione dell’amore dell’epigramma di apertura, in cui l’affetto è un «brodo che ci lessa contento», e di Riflessione, in cui l’oggetto d’amore è una presenza silenziosa, che scarnifica le parole e per usare un correlativo oggettivo, le «disossa», per accogliere solo una quieta contemplazione. Il male, in cui si riconosce umilmente e senza clamori che la sofferenza del singolo è fragile, non altera il fluire del mondo ed è al massimo «una folaga con l’ala rotta» nello scorrere degli eventi terreni, per cui non vale la pena avere «tristezze tracciate ove arrotolarsi tipo un gatto» e si giura di «comporre solo cose non umbratili» e di sorridere dei «mariti ciccioni» affacciati sulle piazze in un normale giorno di festa. Il desiderio di eternarsi nella natura, la relazione fra gli enti, la circolarità del tempo e del ricordo, il conflitto di ogni poeta sulla possibilità di una poesia scevra da patimenti e sul conseguente auspicio di sigillare le «camere del cuore», la ricerca di sacralità nel creato di Pensiero teologico dal fiume, in cui il lettore, come la trota nelle acque del vivido ritratto, esce vivificato e rinnovato, e Zygaena filipendulae, dove poeta e falena si scelgono: l’una per riposare le ali, l’altro per divampare con volontà simbiotica come il rosso delle sue maculature.

Lo sfumare delle gerarchie e diversità fra uomo e animale nel dolce dipinto domestico della Gatta Linda, la struggente epifania dell’infanzia, «uno slalom vite/gelso vite/gelso vite/gelso» nel profumo del suolo bagnato in Ricordo di un temporale, il richiamo alla teologia medievale di Futuri contingenti, una sorta di cosmogonia inversa che sortisce un effetto straniante.

Il solido filo conduttore resta tuttavia la celebrazione della natura, che con la sua forza si avvicenda nel caleidoscopio del reale incorporando galli cedroni, orsi, gruccioni, codirossi e boschi antropomorfi in cui putrefazione e fecondità, rinascita e sfacelo sono uguali punti di luce nella meravigliosa matrice della vita.

Gianluca Costanzo Zammataro “Futuri Contingenti”
Ed. Manni, 2020  – www.mannieditori.it
Pag. 64, Ed. 2020 – ISBN 978-88-3617-000-5

 

  di Veronica Chiossi
  (14/03/2020)

 

Veronica ChiossiVeronica Chiossi 
(Venezia, 1979), siciliana da parte materna, si è laureata in Traduzione e Interpretazione presso l’Università Ca’ Foscari con una tesi sulla traduzione poetica. Nel 2005, conseguito il master in traduzione audiovisiva, comincia a lavorare come traduttrice occupandosi di film, documentari e serie tv.

Nel 2012 si trasferisce a Los Angeles dove lavorerà per la Apple come traduttrice creativa per iTunes. Nel 2017 viene ammessa al Master for the Arts in Creative Writing presso la New York University, con specializzazione in poesia.

Scrive in inglese e italiano e lavora attualmente come traduttrice per Bloomberg LP. Vive fra l’Italia e l’America. Candeggina è la sua prima raccolta poetica.

 

 

 

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