Dal Papa, un sorprendente invito

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Dal Papa, un sorprendente invito. Papa Giovanni, un ritratto di Angelo Roncalli in punta di stile. Vi sono più cose in cielo e in terra. Al mio paese, è sempre il padrone di casa che serve il vino agli ospiti.
di Bruno Quaranta

 

Sorprendente invito. Papa Giovanni, un ritratto di Angelo Roncalli.  Imprevedibile, Gian Carlo Fusco, affabulatore mirabile ( quel capo d’opera che è Le rose del ventennio ), a suo agio, stilisticamente, inventivamente, nella taverna come al casino, nonché in sacrestia. Via via, casa Sellerio estrae dallo stimatissimo baule che il Gran Bizzarro confezionò a futura memoria, o forse no, dissipatore com’era, com’è ogni vero talento, una pepita.
Ecco ( chi l’avrebbe detto) un ritratto di Papa Giovanni, se possibile inedito, un Roncalli a sé, rispetto ai mille tomi fioriti dattorno al suo passaggio nell’adiquà.
Perché vi sono più cose in cielo e in terra … Già Emilio Cecchi lo aveva rammentato in un pesce rosso. Dove suppone << che capiti al buon Dio di sentirsi vuoto e seccato, lassù in cima agli altari e in cima agli articoli spiritualisti. E che verso sera, qualche volta, ronzi in incognito a ritemprarsi >> fra quanti non sono proprio un modello di virtù, distinguendo fra errore e errante.

Sarà andata così, nell’agosto del 1956. Uno speciale inviato al festival Cinematografico, Gian Carlo Fusco, ricevette un inaspettato e sorprendente invito. Alle otto lo attendeva, nel palazzo Patriarcale, il cardinal Roncalli. Lo aveva incuriosito un articolo dell’<<incantatore>>, in particolare un flash su certi frati cappuccini assidui nella zona più scollacciata del Lido.

Cordialmente, francamente, brindando con il vino da lui stesso servito ( << Al mio paese, è sempre il padrone di casa che serve il vino agli ospiti >>), Su Eminenza giunse a ringraziare Fusco: << Anche se il suo articolo era piuttosto duro… Sono venuto a conoscenza del comportamento poco edificante di quei miei carissimi frati, e ho avuto così la possibilità di richiamarli paternamente all’ordine >>. A sua volta, Gian Carlo Fusco ringrazierà Roncalli ritraendolo con speciale, ispirata sensibilità, dalle umili origini in terra bergamasca alle nunziature ( Sofia, Istanbul, Parigi ), dagli studi al soglio pontificio, dal Concilio al commiato, nel 1963. Un incontro ideale, fra un carattere e un cronista, il cronista che esige di vedere , non di tribolare, il carattere che tiene in gran dispetto gli arabeschi, incardinato com’è nella << fatica di vivere>>.

Un Papato raro, quello giovanneo, rara la sapienza del cuore che lo improntò . Non  a caso Arturo Carlo Temolo comporrà nel tempo di Roncalli successore di Pietro una pagina luminosa, trasfigurata, quasi un’ode: << Sul fresco cielo di giugno, appena lavato dalla pioggia, ti ergi chiara dinanzi ai miei occhi, cupola di San Pietro. Non c’è linea che più non riesca attraverso i sensi a giungermi al cuore di quella che ti circoscrive, e che pare realizzare l’antica aspirazione dell’uomo, il ponte gettato tra lui ed il cielo>>.

di Bruno Quaranta dal  quotidiano  La Stampa del 13.01.2007
Papa Giovanni  , di Gian Carlo  Fusco – Sellerio  pp. 156 – Euro 10

 

    Redazione
 (09/12/2015)

 

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