Ancora annunci sul canone rai

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Canone e cannonate su canone Rai, ancora un’annunciazione renzian. M’incuriosisce sapere in quale accademia per truppe da sbarco taluni hanno approfondito i propri studi fiscali. E non è affatto il più basso d’Europa. E la pubblicità tanta, quale servizio pubblico…

di Davide Giacalone

 

 

canone-rai-tassa per i cittadini-onestiAl canone (Rai) mancherebbe una “n”, per poter sparare cannonate, ma c’è chi riesce ugualmente a usarlo per tuonare. Le annunciazioni furono quattro:
giugno 2014: il canone sarà dimezzato (Renzi), si troverà, già dal 2015, nella bolletta elettrica (Graziano Del Rio, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio), potrà essere pagato a consumo (de che? Antonello Giacomelli, sottosegretario al ministero dello sviluppo);
Ottobre 2014: andrà da 35 a 80 euro, a seconda del reddito familiare (Giacomelli);
Dicembre 2014: non lo aumenteremo (la sola annunciazione onorata, ma l’erario ha trattenuto per sé una parte dei quattrini riscossi);
Ottobre 2015: sarà nella bolletta elettrica e calerà di 13 euro. Si è passati dalla diminuzione del 50% a una del 70%, per assestarsi su un’ipotesi inferiore al 12%. Falsa. Ciò per tacere il fatto che stanno cercando le “soluzioni tecniche”, che un anno fa sfuggirono e che per un anno si dimenticarono di cercare.

A parte lo sfregio fiscale, talché si vuole infilare in una tariffa la contabilizzazione di una tassa, estranea all’oggetto della bolletta (cosa sottolineata dall’Istituto Bruno Leoni), il solo modo per rendere praticabile l’oscenità consiste nel separare la tassa dal possesso del televisore, considerandola un contributo obbligatorio al finanziamento di una società per azioni, che agisce in un mercato aperto alla concorrenza, le cui azioni sono possedute dallo Stato. Bella roba. Ma non si può fare diversamente, se si vuol dare seguito all’ultima annunciazione renziana.

Non solo ci sono cittadini che pagano un canone e più bollette elettriche (come me, visto che non illumino l’ufficio con le candele), ma ce ne sono che pagano un canone, essendo una sola famiglia, ma hanno bollette elettriche intestate a persone diverse (ad esempio per le seconde case). Oggi la legge esclude che debbano pagare due (tre, quattro …) volte il canone, ma domani come si fa a distinguere? E che si fa, con i presunti evasori, si stacca loro la luce? O nessuno può essere evasore perché manco s’accorge di pagare, sicché paga oltre il dovuto per legge?

L’unica è rescindere la relazione fra tassa e televisore. Solo che ne deriva un simpatico paradosso: fin qui paghi 113,50 euro, domani ti fanno lo sconto di 13, ma ne paghi 200. Dal dimezzamento al raddoppio.

M’incuriosisce sapere in quale accademia per truppe da sbarco taluni hanno approfondito i propri studi fiscali. Mi colpisce il fatto che neanche si prenda in considerazione la sola ipotesi virtuosa: diminuire le spese. Dicono: sarebbe recessivo. Allora raddoppiamo i forestali dove non ci sono foreste e continuiamo a pagare in appalti esterni quel che la Rai già paga in costi interni, e vedrete che il sol dello sviluppo e della ricchezza sorgerà sulle paludose lande. Ora preparatevi alla cannonata di contorno: il canone Rai è il più basso d’Europa. Un bombone: da nessuna altra parte la televisione pubblica trasmette (e fattura) altrettanta pubblicità. Il canone (1 miliardo 600 milioni) serve a coprire i costi fissi di una tv commerciale (i cui ricavi arrivano a 2 miliardi 535 milioni). E datosi che, come diceva il noto economista, è la somma che fa il totale, ne deriva che è il più alto d’Europa.

Fu concepito quando la Rai aveva un canale. Ora sono un numero che neanche più conosco, seguendo una logica che con il servizio pubblico c’entra un bel nulla. Se passa la follia di parametrarlo al reddito (personale, perché le famiglie non presentano dichiarazioni) avremo una patrimoniale per finanziare la socialità televisiva, in modo che gli italiani abbiano una visione positiva di quel che accade (tentazione, sciocca assai, che induce tutti i governanti a cercarsi degli adulatori, dimentichi di quando consideravano patetica tale attitudine).

E pensare che si potrebbe tenere un canale per il servizio pubblico (qualsiasi cosa significhi, anche nulla) e vendere il resto, prima che perda ulteriormente mercato e valore. E il canone si potrebbe abolirlo. ( www.davidegiacalone.it )

 

di Davide Giacalone ©Riproduzione riservata
                  (09/10/2015)

 

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