Fisco, equo e condivisibile

4 votes
image_pdfimage_print

Tutela del risparmio sdoganato. Tutto fa reddito, tutto genera tasse. Perché al contribuente viene negato il diritto di conoscere la somma totale di imposizione fiscale annua? Forse perché è dura spiegare le manovrine politiche? Il fisco va reso equo e condivisibile, bisogna stabilire un tetto di imposte.  
di Roberta Lemma

 

 

Risparmio-per-una-casa-ma-tasse
Risparmio, tasse, fisco

Guai in vista per i fortunati possessori di una busta paga, di ente pubblico o privato, perchè secondo la Commissione Tributaria Regionale di Roma, sono tutti passibili di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate: ma non è tutto detratto a monte della retribuzione? ”Si inseguono i lavoratori e i piccoli contribuenti senza né santi e né eroi facendo controlli a caso. Gli inviti a comparire da parte della AE sono un accanimento ingiustificato”. Intanto si ”affittano” le Isole Tremiti per meno di 2 mila euro l’anno alla Petroceltic”. 
Essere ”invitati” a spiegare perché si ha una casa o una macchina in più considerato il reddito della busta paga quando si potrebbe aver ricevuto un’eredità o un prestito o una donazione da un parente o frutto di un semplice accumulo di reddito in famiglia, significa rendere aggressiva e prepotente una politica fiscale già ai limiti dello stalking.
Quanti strumenti di controllo fiscale sono stati adottati? Spesometro, redditometro, studi di settore, controlli incrociati di ogni genere, eppure, il controllo fiscale continua ad adottare misure da roulette russa.

Per Marco Paccagnella di Federcontribuenti, ”L’esigenza di fare cassa per rincorrere una copertura finanziaria sempre in pericolo rende tecnici e politici incapaci di interventi mirati e il bisogno di consensi non gli permette di infilare il dito dove l’evasione o l’elusione regnano sovrane. Con questa assurda logica un contribuente viene vessato a più riprese, anche quando ha già pagato il dovuto. Anche i risparmi diventano un reddito, ci rendiamo conto?”

La Federcontribuenti consiglia l’Agenzia delle Entrate ad effettuare controlli altrove, magari dove si emettono buste paga false o dove gli straordinari non vengono conteggiati. Tutto ha inizio a Roma, dove una dipendente viene ”beccata” a possedere più di una casa e di avere addirittura una domestica, ”al di là del fatto che potremmo essere degli ereditieri, quindi legittimati al possedimento, domando, è giusto aggredire il patrimonio in questo modo?”.

 Il ragionamento del presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella, è semplice: ”se a monte mi viene già detratto il carico fiscale, perché dovrei preoccuparmi se ho la fortuna di avere un gruzzoletto da parte o un lascito? Perché al contribuente viene negato il diritto di conoscere la somma totale di imposizione fiscale annua? Forse perché è dura spiegare le manovrine politiche?

Forse perché è più facile raggranellare altrove il denaro invece che tagliare in casa degli amici?”. Insomma, è una questione di principio quella di Federcontribuenti, ”alla base di tutto questo meccanismo contorto, dove abbiamo chi cerca in ogni modo di sfuggire al fisco e dove abbiamo una polizia fiscale che terrorizzerebbe qualunque terrorista per efficienza, c’è la mancata trasparenza. Bisogna pagare, ma quanto? E chi mai ha stabilito che il governo ha diritto a più della metà del reddito o che possa avere diritto alla metà di ogni cosa si possiede?”

Mentre il governo ci obbliga sempre più ad attingere alle strutture private, ( scuole, ospedali, integrazione pensione..), dimezzando o abbandonando di fatto le strutture pubbliche, sale l’aggressione fiscale nei confronti dei contribuenti costringendoli al doppio della spesa:” allora privatizziamo tutto e rendiamo responsabili i dirigenti, ma basta con questo atteggiamento ottuso, questo urlare di ripresa, quando a riprendere è stata solo la corsa in discesa perché i polli non hanno più penne”.

Il fisco va reso snello in ogni sua fase per renderlo equo e quindi condivisibile, bisogna stabilire un tetto di imposte nazionali e regionali per fascia di reddito e professione senza mai arrivare ad intaccare oltre il 45% del reddito.

La prima casa o i risparmi non possono essere visti come fonte di reddito se vogliamo ridare slancio ai consumi e al mercato immobiliare. Tutto quanto non genera una entrata fissa mensile o annua, insomma, non può essere tassato.

Rendendo tutto più chiaro, lineare e trasparente avremo sempre meno bisogno dei controlli e di attuare riscossioni selvagge.  ( www.federcontribuentinazionale.it  )

 

   di Roberta Lemma
      (14/01/2016)

 

 

ViaCialdini è su www.facebook.com/viacialdini e su Twitter: @ViaCialdini