Votare Si, per un concreto segnale di cambiamento

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Referendum, votare Si, per un vero segnale di cambiamento. Per una governance stabile che curi e progetti gli interessi del Paese, e che le opposizioni imparino ad essere costruttive.

di Michele Luongo

 

votare-si-al-Referendum-CostituzionaleVotare Si, per un concreto segnale di cambiamento, per una governance stabile e per l’interesse del Paese.
I bollori estivi stanno sfumando, un groviglio di grigiume ci stava asfissiando nel convincerci nel votare no al prossimo referendum, dimenticandosi di spiegarci da dove venissero e quali fossero i loro progetti. Già, si sa è il solito ritornello: si fa tanto rumore per confondere e non cambiare nulla. Si, perché in Italia siamo bravi solo a cambiare i governi, ad ogni elezione, appena eletto un nuovo primo ministro già dal giorno dopo si pensa a come farlo cadere, con la scusa degli interessi degli italiani. Si pone fine a questa scellerata politica, e chi governa governi fino alla naturale scadenza della legislatura e le opposizioni imparino ad essere costruttive e fare crescere idee e progetti.

E il gioco si sta ripresentando con Matteo Renzi che piaccia o non piaccia è il Presidente del Consiglio, poi, non dimentichiamo che è un politico che non è andato via, non ha fondato un nuovo partito, ha lottato dall’interno conquistandone la leadership, cosa di non poco conto in una cosi fatta nomenclatura della politica italiana.

Ma non basta, da anni lo diciamo, bisogna fare le riforme, ebbene questa è un’occasione che non si può perdere, ora è il momento di dare un segnale decisivo ed è ancora più necessario votare per il Si. Il referendum non lede i principi fondamentali della prima parte della Costituzione, ma innova i meccanismi di funzionamento delle nostre istituzioni e crea i nuovi presupposti di uno sviluppo politico del paese e di una volontà politica a governare.

Basti pensare alla semplificazione dell’iter legislativo, ottenuta grazie alla riduzione delle competenze del Senato e alla fine del bicameralismo perfetto. Non dimentichiamo quell’andare e viene dei testi di legge dalla camera al senato e dal senato alla camera. Se una camera apporta una modifica a una legge, oggi, è necessario che il testo sia approvato nuovamente dall’altra camera. Uno spropositato allungamento dei tempi nell’approvare una legge. In tutta Europa, l’Italia è sostanzialmente l’unico paese ad avere adottato questa forma.

Non dimentichiamo che di riforme in Italia si parla dagli anni ottanta. Ora si è vicini, si può cambiare qualcosa, è importante votare SI , altrimenti si rimane bloccati per l’ennesima volta. 

E conoscendo questa nostra politica m’immagino già cosa succederebbe con la vittoria del no: ancora perdita di credibilità internazionale, ancora instabilità, ancora fantomatiche maggioranze politiche, ancora immobilismo, ed ancora una volta gli interessi del Popolo italiano saranno rimandati nella speranza di qualche briciola. 

Sarà solo una piccola riforma, ma meglio di nulla, è necessario votare Si, per un vero segnale di cambiamento, per una governance stabile che curi e progetti gli interessi del Paese.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (22/09/2016)

 

 

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