Terapia al plasma, la sperimentazione

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Sars-Cov-2, come va la sperimentazione della terapia al plasma. A Pavia e a Mantova le prime evidenze fanno ben sperare: nessun morto. L’ Italia ha ceduto Protocollo agli Usa.
di Giusy Caretto 

Sars-Cov-2, come va la sperimentazione della terapia al plasma. A Pavia e a Mantova le prime evidenze fanno ben sperare: nessun morto. L’ Italia ha ceduto Protocollo agli Usa.Siamo soddisfatti”, dice a Start Magazine il professor Cesare Perotti, direttore del Protocollo San Matteo, per la terapia al plasma nei pazienti affetti da Sars-Cov-2

Tra le sperimentazioni avviate negli ospedali italiani per la cura di Sars-Cov-2 c’è la terapia al plasma, ovvero l’infusione nell’organismo dei malati, tramite una trasfusione, degli anticorpi sviluppati da coloro che sono guariti.

A Pavia e a Mantova le prime evidenze fanno ben sperare: nessun morto nel protocollo. Tutti i dettagli.

DOVE SI SPERIMENTA

In prima linea, nella sperimentazione avviata agli inizi di aprile, c’è il Policlinico San Matteo di Pavia. È da qui che è partita in Italia la raccolta di plasma secondo il cosiddetto protocollo “San Matteo” (un protocollo siglato da varie ASST lombarde, con capofila il policlinico San Matteo di Pavia), in cui è previsto un sistema di condivisione dei dati che può estendersi anche ad altri ospedali (qui l’approfondimento di Start Magazine).

Alla sperimentazione ha aderito anche l’Ospedale Carlo Poma di Mantova. Il numero di pazienti complessivi trattati tra Pavia e Mantova è di 49.

I PRIMI RISULTATI

Come va la sperimentazione? “Siamo Soddisfatti”, ha detto a Start Magazine il professor Cesare Perotti, direttore del Protocollo San Matteo, precisando che: “è presto per dire che abbiamo la soluzione. Prima bisogna analizzare i risultati ottenuti, poi pubblicare lo studio. E l’analisi dei dati deve essere fatta con particolare attenzione”

NESSUN MORTO NEL PROTOCOLLO

C’è qualche dato, però, che fa decisamente ben sperare: “Nel protocollo del plasma iperimmune non si è verificato nessun decesso”, ha detto Perotti. “Qualche paziente è anche già stato dichiarato guarito e dimesso”.

VERSO CURE (ANCHE) DOMICILIARI

Se la terapia al plasma iperimmune dovesse risultare il trattamento ideale per la cura del Covid-19, si potrebbe anche pensare a trattamenti domiciliari. “Nessuno dei nostri pazienti è stato trattato a domicilio, con rammarico. Tecnicamente è possibile effettuare la terapia in casa, ma si chiede, in questo caso, anche la responsabilizzazione del medico di base. Servono convezioni e personale, però, difficile da reperire in queste settimane. Una trasfusione richiede la sorveglianza per paziente”, ha affermato Perotti.

“Ci vuole comunque organizzazione, tecnologia e tanta voglia di lavorare”, solo così “la terapia al plasma può essere effettuata”, ha aggiunto il direttore del Protocollo.

ITALIA HA CEDUTO PROTOCOLLO AGLI USA

“Questa terapia l’ha autorizzata anche la Fda e la sperimentano presso la Mayo Clinic, un colosso del settore”, ha aggiunto Perotti: “Siamo stati noi a cedere il Protocollo agli Usa. Subito dopo averlo realizzato lo abbiamo liberalizzato”.  (  https://www.startmag.it/  )

 

  di Giusy Caretto
   (29/04/2020)

 

 

 

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