Quei Lumi che devono guidarci

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Lo spirito dell’illuminismo, appassionato  pamphlet di Tzvetan Todorov. La laicità che deve essere garantita a tutti i settori della società anche da parte degli individui che aderiscono a una fede, perché senza laicità la stessa autonomia del  pensiero non è più garantita.  
di Umberto Galiberti

  

L’autonomia del pensiero, innanzitutto, capace di garantire a tutti la libertà di analizzare, discutere, criticare, dubitare, al di là delle fedi, dei dogmi e delle istituzioni  attuali. La verità non può essere appannaggio della fede, ma della ricerca scientifica, di cui l’Enciclopedia illuministica ha segnato il primo avvio.
Dopo la morte di Dio e dopo il crollo delle ideologie che hanno innescato le tragedie del  XIX secolo, quale può essere il fondamento intellettuale e morale della nostra società ?
Per Tzvetan Todorov, uno degli intellettuale europei più autorevoli e più ascoltati , la risposta non può trovarsi se non ritornando all’illuminismo, qui inteso non tanto come una corrente di pensiero o un compendio di dottrine filosofiche, quanto  come una condotta, una pratica di vita, un esercizio del pensiero, da cui l’umanità, se non vuole abdicare a se stessa, non può esonerarsi. Quindi l’Illuminismo, non come teoria ma come prassi, come azione capace di ispirarsi a quelli che per Todorov sono i cinque cardini dell’illuminismo.

L’autonomia del pensiero, innanzitutto, capace di garantire a tutti la libertà di analizzare, discutere, criticare, dubitare, al di là delle fedi, dei dogmi e delle istituzioni  attuali. E questo perché, ce  lo ricorda Kant . << L’illuminismo è l’uscita dell’uomo da una condizione di  minorità di cui egli stesso è responsabile, dove per minorità si deve intendere l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri >> .
La laicità che deve essere garantita a tutti i settori della società anche da parte degli individui che aderiscono a una fede, perché senza laicità la stessa autonomia del  pensiero non è più garantita e la democrazia rischia di rifluire in quel suo antecedente che è la teocrazia da cui l’illuminismo ha emancipato noi occidentali.
La verità non può essere appannaggio della fede, ma della ricerca scientifica, di cui l’Enciclopedia illuministica ha segnato il primo avvio. Tra fede e verità non c’è infatti compatibilità, perché se una cosa la “ so” non la “ credo” , e se la credo vuol dir che non la so. Inoltre la verità scientifica è congetturale, ipotetica e disponibile a essere superata da ipotesi più esplicative. Quindi nessuna verità assoluta, ma confronto tra verità relative che si lasciano sottoporre a verifica.
L’umanità  può vivere in concordia solo se nessuno pretende di essere il depositario della verità assoluta, e quindi al tolleranza che antepone la concordia degli uomini, che provengono dalle più disparate tradizioni, alla difesa delle proprie consuetudini. Sotto questo profilo anche il messaggio cristiano può essere accolto là dove con San Paolo dice: << chiami il prossimo ha adempiuto La legge >> . Motivo questo ripreso da Franklin secondo il quale : << il culto più gradito a dio e fare del bene agli uomini >>.

L’universalità, il cui primato va rivendicato rispetto all’appartenenza all’una o all’altra società, trova la sua applicazione nella proclamazione dei “diritti dell’uomo” che sanciscono una rigorosa eguaglianza di fronte alla legge e una chiara distinzione tra diritto e morale perché, come scrive Beccaria: << i giudici non sono vindici della sensibilità degli uomini, ma dei patti che li legano tra loro >>. Per effetto del primato della legge non è consentito l’uso della forza fuori dall’ordinamento legislativo. E questo siano nel caso dei singoli che non devono essere torturati o messi a morte, sia nel caso delle nazioni che non devono essere aggredite per pura espansione del proprio potere.

Da questi brevi spunti  si capisce quanto l’illuminismo non sia tanto la filosofia di un’epoca storica, quanto una pratica di vita e un compito etico, da cui nessuno che tenga in qualche conto la dignità dell’uomo, può sentirsi esonerato. L’invito di Todorov è allora quello di  << ricominciare tutti i giorni questa impresa, ben sapendo  che non vedrà mai la fine >>, perché come rispondeva Kant a chi gli chiedeva se eravamo già nell’età dell’illuminismo: << No, bensì in un ‘età in via di illuminazione >>.
di Umberto Galiberti

 “ Lo spirito dell’Illuminismo” di Tzvetan Todorov, Ed. Garzanti , 2007 – Traduzione di Emanuele Lana, Pag. 128 – Euro 11,00.
Dal quotidiano La repubblica del 05.05.2007

 

    Redazione
(04/04/2015)

 

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