Tre Distretti sanitari per il Trentino

Definiti i tre Distretti sanitari per il Trentino. Individuati dalla Giunta, su indicazione dell’assessore Segnana. La proposta ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali il 2 dicembre.
Redazione 

Tre Distretti sanitari per il TrentinoTre distretti sanitari per il Trentino. Lo ha stabilito oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana: “L’individuazione dei Distretti sanitari era prevista dalla riorganizzazione dell’Apss approvata da questo esecutivo nel corso dell’estate. L’obiettivo è quello di avvicinare i servizi territoriali e ospedalieri al cittadino, garantire equità di accesso e di cure, assicurare una presa in carico integrata del paziente, in collegamento con una rete ospedaliera diffusa – spiega l’assessore Segnana -.

In tale contesto, il Distretto svolge quindi un ruolo di coordinamento che si esprime prioritariamente tramite il lavoro integrato e la promozione di una collaborazione multiprofessionale, che comprende anche i professionisti della medicina convenzionata. La composizione dei tre Distretti sanitari è caratterizzata da un equilibrio per popolazione residente, due distretti si configurano a maggior vocazione turistica, quello Sud e quello Est, mentre il distretto Nord ha caratteristiche più prossime alla realtà urbana”.

La proposta ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali il 2 dicembre.

I tre Distretti sanitari sono stati organizzati in questo modo: Nord (Comunità Val di Non, Valle di Sole, Rotaliana Koenigsberg, Paganella, Valle dei Laghi e Territorio Val d’Adige); Sud (Comunità Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina e Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri); Est (Comunità Alta Valsugana e Bernstol, Valsugana e Tesino, Primiero, Comun General de Fascia, Val di Fiemme e Valle di Cembra).

I Distretti sanitari dovranno quindi favorire, tramite un forte coordinamento, l’equità di accesso ai servizi e l’omogeneità delle cure sul territorio provinciale. Al centro dovranno essere messi i bisogni, sempre più complessi, dei pazienti, soprattutto cronici, con necessità di essere seguiti in continuità tra ospedale e territorio. All’interno dei Distretti andranno istituite reti professionali locali, dove promuovere un approccio integrato dal punto di vista professionale e organizzativo nello svolgimento dei processi assistenziali e per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi.

Presso i Distretti sanitari troverà collocazione la direzione dei dipartimenti territoriali e dei dipartimenti transmurali ospedalieri-territoriali, secondo un modello di “territorio policentrico”, mentre presso l’ospedale della rete aziendale sarà collocata la direzione dei dipartimenti ospedalieri, secondo un modello di “ospedale policentrico”. (at)
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    Redazione
 (02/01/2022)

 

 

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