Menuhin, musica e silenzio

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Musica e Vita Interiore. Per scoprire il silenzio dell’origine della nostra vita. Menuhin è un vero prodigio , il violino nelle sue mani è una vibrazione d’amore , a solo tredici anni, a Berlino (aprile 1929), sotto la direzione di Bruno Walter  tiene  un concerto. 
di Michele Luongo   

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Musica e Vita Interiore di Yehi Menuhin

“Musica e Vita Interiore”. E’il titolo del libro di Yehudi Menuhin , il grande violinista, a cura delle Edizioni  rueBallu di Palermo. Parole che possono racchiudere l’armonia di una vita, pagine che parlano al cuore e capaci d’ instaurare un dialogo trasparente d’immenso valore.

Il Valore del silenzio. La Musica. Che cos’è la pace. India. Conversazione. La creatività nelle arti. Meditazione. Sono solo alcuni dei capitoli che si  aprono come ampie finestre nell’anima, spartiti sullo spirito dell’essere umano, piccole ma intense rivelazioni capaci d’incastonarsi nella nostra mente.

Yehudi Menuhin, attraverso un sunto della sua vita e l’amore per l’arte  della musica,  parla il linguaggio della  pace, “la pace costruita con la pace”,  con l’amore e il cammino verso la bellezza della vita stessa.

Yehudi Menuhin  (New York City  22.O4.1916 – Berlino 12 marzo 1999), figlio di ebrei, porta il segno indelebile di questa identità nel suo nome, Yehudi , infatti significa “ebreo”. Realtà orgogliosamente dichiarata e mai nascosta, basta citare solo quest’episodio per carpirne il pieno significato: << i mie genitori cercavano un appartamento nel Bronx, un quartiere di New York.  Arrivarono davanti a una casa che a loro piaceva molto dove vi era una donna molto carina e amabile . Nel momento in cui i miei genitori stavano per andar via, disse a mia madre: “Vedrà che starà bene qui e che sarà contenta, non accettiamo ebrei”… L’affittuaria era convinta di fare un piacere a miei genitori rassicurandoli che non avrebbe accettato ebrei. Mia madre ovviamente rispose: “ In questo caso non verremo ad abitare qui, siamo ebrei”.  Mentre stava per allontanarsi – in modo un po’  brusco e fermo –  disse: “ se sarà maschio, si chiamerà Yehudi. Voglio evitare equivoci e qualsiasi genere di confusione >>.

Menuhin è un vero prodigio , il violino nelle sue mani è una vibrazione d’amore , a solo tredici anni, a Berlino (aprile 1929), sotto la direzione di Bruno Walter  tiene  un concerto. Il pubblico è entusiasta, i commenti, le critiche si susseguono, perfino  Einstein, andato a trovarlo in camerino, disse:  << Da oggi so che Dio esiste >>.  La sua ascesa è continua, la sua  arte, la musica,  si unisce con l’arte della vita e ne diviene una sola sostanza, un solo pensiero, un solo ideale.

Insegna, consiglia, trasmette,  è continuo il suo impegno per la riconciliazione dei popoli. Così con il linguaggio del regno dei suoni, senza frontiere,  Menuhin nel 1946 giunge a Berlino  << nella capitale di una grande nazione sconvolta dalla guerra che si risvegliava attraverso un esame di coscienza , un profondo e doloroso processo di auto – analisi >>  per suonare la musica universale di Beethoven.  Un azione di grande coraggio, un gesto degno della forza di un grande uomo, di un grande musicista. 

La società oggi  è  succube del rumore esteriore, Menuhin, ci invita alla riflessione interiore dando  valore all’essere umano.   I suoi pensieri possono illuminare il cammino, inducendoci verso la pazienza, la saggezza, il tempo,  la tolleranza per riscoprire il silenzio, collante all’universo e  radice  dell’equilibro della vita. 
 
Musica e Vita Interiore di Yehi Menuhin. Ed. rueBallu, 2010 , Palermo, pag. 142, Euro 16.00 – ISBN 978-895689029 – www.ruebballu.it

 

di Michele Luongo   ©Produzione riservata   
                (13.12.2010)

 

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