Un ricordo del Giudice Giuseppe Stabile

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Un ricordo del Giudice Giuseppe Stabile, l’onestà, l’equilibrio e la sincera cordialità con la serenità dell’umiltà. Una reciproca passione per l’Ambiente e la Cultura.
di Vincenzo D’Alessio

 

Un ricordo del Giudice Giuseppe Stabile
Aterrana di Montoro , presso le grotte, Giuseppe Stabile è il primo a sinistra per chi guarda di fronte nel gruppo dei tre, indicato con l’evidenziatore, ha la camicia a quadri.

Un ricordo del Giudice Giuseppe Stabile, l’onestà, l’equilibrio e la sincera cordialità con la serenità dell’umiltà. La sua esistenza terrena si è conclusa lunedì 24 luglio, nella sua abitazione di Baronissi (SA).

Il primo incontro è avvenuto negli anni Ottanta presso la Pretura di Montoro Superiore(AV) dove difendevo i tigli del viale Principe Amedeo di Solofra (AV): ho avvertito la forte energia che animava il Pretore nella difesa dell’ambiente e non mi sbagliavo.

Ci siamo incontrati diversi anni dopo quando era consigliere del Club Alpino Italiano di Salerno. Egli era venuto a conoscenza delle scoperte archeologiche effettuate sul territorio di Montoro (suo luogo d’origine) e volle approfondire con degli incontri, che tenni su suo invito presso la Sede del C.A.I. di Salerno, e successivamente con delle visite guidate sul territorio gli sviluppi delle ricerche.

 Avvenne così che il 1° marzo 1992 molti dei componenti del C.A.I. di Salerno si recarono, guidati dal dottore STABILE ( il primo a sinistra per chi guarda di fronte nel gruppo dei tre, segnato dall’evidenziatore, con la camicia a quadri), presso le grotte alla località Aterrana di Montoro Superiore dove erano state ritrovate tracce della presenza di antichi cacciatori e reperti.

Fu quella una giornata memorabile per tutti, anche per la popolazione locale che ben conoscevano il valore del dottore STABILE e gli mostrarono una sincera ospitalità.

Da quei momenti in poi divenni un componente onorario del C.A.I. di Salerno, guidato allora dalla presidente Annamaria Martorano, e iniziò una serena amicizia fondata sulla reciproca passione per l’Ambiente e la Cultura.

Quanto più mi avvicinavo all’uomo, nella sua abitazione a Mercato San Severino(SA), tanto più avvertivo l’umiltà come virtù fondante della sua persona. L’onestà, l’equilibrio e la perseveranza nell’esercizio delle sue funzioni di magistrato. La sincera cordialità nel porgersi alle persone che si muovevano intorno a lui.

Il 28 giugno 1998 fui chiamato per seguire il CAI alla volta di Castelsaraceno (PZ) per scoprire le magnifiche montagne Alpi e Raparo, le tradizioni, i monumenti e l’accoglienza della sua popolazione.

Anche in questa occasione il dottore STABILE fu accolto con profonda gioia, era stato Consigliere della Pretura di Lagonegro, successivamente aveva preso posto presso il Tribunale di Salerno, dove completerà la carriera giuridica in qualità di Presidente della Sezione d’Appello.

 Tra le persone che ci accolsero c’era la scrittrice Teresa Armenti, la quale scriveva  queste parole: “I soci del CAI si riconoscono subito: per lo sguardo leale e magnetico, per la stretta di mano calorosa, per l’allegria, il dinamismo e l’umorismo.” (articolo del 28.6.1998).

La lealtà e il bene sono le pietre miliari che il dottore Giuseppe STABILE ha lasciato nel suo cammino in mezzo a noi che ne facciamo memoria  indicandolo alle future generazioni che amano “il silenzio” delle montagne quale fulgido esempio di impegno per l’Ambiente.

 

  di Vincenzo D’Alessio
    (16/08/2017)

 

 

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