Se una notte d’inverno

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Se una notte d’inverno si parafrasa Calvino. Attenzione: all’aurora, anzi assai avanti, assiderato, avventuriero andava. Qualora, quando è quiete, nella quarta quota di quest’anno, quovadis? 

di Stefano Bartezzaghi

 

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Italo Calvino

Gli studenti di una seconda classe del liceo scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia sono stati sfidati dalla loro professoressa ( di lettere, immagino) Brunetta Partisotti a parafrasare il titolo di Italo Calvino Se una notte d’inverno un viaggiatore. La regola del gioco è quella del << tautogramma alfabetico>>: scrivere usando solo parole con la stessa lettera iniziale, andando dalla A alla Z.

I risultati sono i seguenti:

Attenzione: all’aurora, anzi assai avanti, assiderato, avventuriero andava.

Beh: buio, brina, bighellone.

Casualmente, calati cupi colori cupola celeste, congelando, un camminatore.

Diciamo, dopocena, di dicembre, degustando direzioni divaganti.

Ebbene, eclissatosi elio – è epoca eschimese – un errante.

Forse, fine serata – fa freddo . forestiero fuoristrada.

Già, giornata guadagna giaciglio: gelando, un giramondo.

Intanto, intravedono imbrunire, in inverno, un individuo incamminatosi.

Laddove, lucente la luna, latitudini lapponi che, lambisci lande lontane.

Mettiamo: mezzanotte, maltempo, un marciatore.

Non dimeno, una notte, nevicando, un navigatore.

Occasionalmente, ore oscurano ombre, oltre ottobre, un omino oltrepassa orizzonte.

Però, pomeriggio passato, pericolo polare, un passeggiatore.

Qualora, quando è quiete, nella quarta quota di quest’anno, quovadis?

Riecco, rabbuiandosi, in regione raffreddata, un ricercatore di rotte.

Se sotto semisfera stellata, stagione sottozero un solitario senza sosta.

Toh, tardi, tra tanta tramontana, un turista.

Udite, ultimate le undici, ultrafreddo , un Ulisse.

Veh, vegliando, nel verno, un viaggiatore.

Zoomando allo zenit, zero, uno zingaro a zonzo.

Ho fatto qualche ritocco, per rendere un poco più radicale l’esperimento. Fatalmente, però, sono rimaste parolette fuori regola, soprattutto l’ineludibile articolo << un >>. Il tema era difficilissimo, innanzitutto per la mancanza di verbo e per la presenza delle determinazioni di ora e stagione. L’unica soluzione sarebbe quella di parafrasare con maggiore libertà il titolo di partenza All’alba, anzi assai avanti, assiderando andava avventurandosi. Bighellonava del bello, benché buio, brina, brividi boicottavano. Che coraggio, camminare con codeste condizioni: cielo cupo, clima crudo…

di Stefano Bartezzaghi
…dal settimanale Venerdì di Repubblica nr. 1142

 

   Redazione
 (24/08/2016)

 

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