Voto Si, per un segnale preciso di svolta

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Voto Si, il Popolo italiano deve dare il proprio concreto segnale e fare capire in modo chiaro che basta con i giochi della vecchia politica.

di Michele Luongo

 

voto-si-referendum-4-dicembre-2016Sui Social media sembra impressionante il battage posto contro il referendum per una riforma costituzionale cui si voterà il prossimo quattro dicembre. Una situazione che ha fatto breccia nell’area populistica e leggo di espressioni in tal senso anche da parte dei giovani, e qui giunge l’invito della mia riflessione.

Da trenta anni si parla di riforme, da trenta anni e più ci lamentiamo di questo paese e della sua arretratezza, da trenta anni ci prendono per i fondelli che vogliano cambiare questo paese, ebbene ancora oggi i signori Berlusconi, De Mita, D’Alema, invitano a votare no. Solo questo dovrebbe fare capire molte cose. Ma per il no c’è anche Salvini con la Lega, quella che doveva cambiare l’Italia, quella che inveiva contro la Nostra Bandiera. E un discorso a parte è il Movimento 5Stelle che pure vuole votare no, scusate, ma non volevate essere il cambiamento, il nuovo, riformare ecc., andava bene ogni distinguo, ma è evidente che è prevalso il solito spirito dell’essere contro.

Eppure anche quel fronte del no ha discusso  per 731 giorni con tre letture per entrambi i rami nel parlamento e sei approvazioni per decretare il testo finale. Alla votazione in senato dell’8 aprile 2014 nessuno votò contro, e al voto finale del 21 gennaio 2016, votò a favore la maggioranza dei parlamentari. A questo punto è chiaro che, probabilmente, queste riforme toccano proprio gli interessi di quel sistema di politica.

Ora, “quelli del no” sembrano avere tutti a cuore la Carta Costituzionale, eppure è cosi evidente che è stata dettata in una fase delicata e di transizione per il nostro Paese. Piena di idealismo e pragmatismo, soggetta a continue interpretazioni di comodo, basti pensare all’art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Voto Si, per un segnale preciso di svolta. 
Abbiamo bisogno di riforme e non ci sono dubbi, abbiamo bisogno di governi veri per governare non per funzionare a intermittenza a seconda degli interessi di turno. La vecchia politica già parla di mettere in discussione il premier e di andare al voto ( vuoto), come al solito a discapito del popolo italiano. Matteo Renzi fa bene a girare per l’Italia, a rivolgersi ai giovani, questo perché questo è il momento del cambiamento, e proprio loro prima di tutti non possono perdere questa grande occasione storica.

Certo siamo consapevoli che è solo una piccola riforma, che poteva essere fatto di più, ma quelle stesse voci del no, le avete sentite prima? Eppure sono state interpellate ed erano lì al parlamento!

Voto Si, per un segnale preciso di svolta
Votando Si, almeno si pone fine dell’anomalia italiana del bicameralismo paritario, si avranno decisioni in tempi certi, una maggiore responsabilità e autorevolezza del Parlamento;
Si rimedia alla confusione nei rapporti tra legislazione nazionale e regionale e si coinvolgono le autonomie locali nella legislazione nazionale (il nuovo Senato sarà composto di consiglieri regionali e sindaci eletti dal popolo e scelti secondo le indicazioni degli elettori);
Si amplificano le possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alla funzione legislativa (referendum propositivi, quorum flessibile, parlamento obbligato a decidere in tempi certi su proposte legislative dei cittadini);
Non ultimo s’incomincia a ridurre in modo effettivo il numero dei parlamentari.

La corazzata per bloccare ancora una volta il cambiamento del Paese è in movimento; adesso è il momento che il Popolo italiano trasmetta un concreto segnale per fare capire, in modo chiaro, che basta con i giochi della vecchia politica. Il quattro dicembre si vota Si, per dare un segnale preciso di svolta.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (25/11/2016)

 

 

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