Anderloni, direttore artistico del Verdi di Lonigo

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Alessandro Anderloni, Direttore Artistico del Teatro Comunale Di Lonigo, assicura: «La lirica del Teatro Comunale di Lonigo troverà in me un grande sostenitore. I bellissimi manifesti appesi nel foyer, con i grandi nomi del bel canto che si sono esibiti qui, ci indicano la strada.

Redazione

 

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Alessandro Anderloni,

Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Comunale di Lonigo ha nominato il nuovo Direttore Artistico della storica istituzione per il prossimo triennio. La fiducia del Consiglio, presieduto da Manuela Bedeschi, è andata al veronese Alessandro Anderloni, già direttore artistico del nuovo Festival Internazionale di Musica Lonigo Postounico che si aprirà il prossimo giovedì 16 giugno. Anderloni succede a Carlo Mangolini che ha guidato il Teatro di Lonigo negli ultimi anni e che lascia l’istituzione con gli ottimi numeri di presenze della stagione 2015/2016.

Regista, autore, attore teatrale e direttore di coro, Alessandro Anderloni ha già calcato il palcoscenico del comunale con “Le Falìe, un paese in scena” il progetto con cui da ventisei anni porta in scena gli abitanti del suo paese nativo. Ventennale è l’esperienza di Anderloni come direttore artistico del Teatro Orlandi di Velo Veronese, di cui recentemente ha seguito il progetto di restauro. Alla direzione artistica del Comunale affianca anche quella del Film Festival della Lessinia, concorso internazionale giunto alla ventiduesima edizione, del Festival di Musica Lessiniafest e di altre rassegne di teatro, musica e cinema.

Su precisa indicazione dell’amministrazione comunale guidata da Luca Restello, il nuovo direttore artistico sarà chiamato a rilanciare la proposta culturale leonicena partendo dalla programmazione del Teatro e dal coinvolgimento della comunità locale, per far diventare il Comunale il punto di riferimento culturale della città e dell’area territoriale circostante. Nelle intenzioni del Sindaco e del Consiglio di Amministrazione del Teatro c’è il rilancio dei laboratori di teatro nelle scuole di Lonigo, con bambini, adolescenti e giovani. La scelta non a caso è andata a un professionista che, nella sua lunga esperienza, ha portato in scena più di duemila giovani attori, con la scrittura e la messa in scena di una cinquantina di spettacoli originali.

L’esperienza di Anderloni nella didattica del teatro è arricchita dai suoi lavori teatrali con gli ex bambini soldato della Repubblica Democratica in Congo e con i bambini delle favelas di Salvador de Bahia. Da due anni Anderloni dirige anche la compagnia teatrale del Carcere di Verona ed è regista della compagnia di teatro in lingua tedesca del Goethe Zentrum.

«Ho accolto questo incarico con entusiasmo», dichiara il neo direttore artistico, «conscio della prestigiosa storia di questo Teatro. Apriremo il Comunale alla sua città, per farlo diventare un luogo che ospita e che produce teatro. Sarà un teatro tra i “teatri”. Quelli del Veneto innanzitutto, rinnovando la preziosa collaborazione con la rete Teatri Vi.Vi. , con altre istituzioni teatrali della nostra Regione e con gli altri palcoscenici di questa città: le ville, i parchi e le piazze che ospiteranno il calendario estivo della Stagione del Comunale. Sarà un teatro per i bambini e per i giovani, protagonisti in prima persona in spettacoli di prosa, musica e danza ispirati alla storia leonicena e alle sue grandi personalità. Penso a Carlo Ridolfi, pittore e biografo degli artisti veneti o al grande compositore di musica per il cinema Giovanni Becce. Sarà un luogo aperto e cosmopolita, dove incontrarsi e raccontare storie».

Quanto alla lunga tradizione operistica del Teatro Comunale di Lonigo, non a caso intitolato a Giuseppe Verdi, Alessandro Anderloni, che si è dedicato al melodramma come assistente alla regia di Beni Montresor, assicura: «La lirica del Teatro Comunale di Lonigo troverà in me un grande sostenitore. I bellissimi manifesti appesi nel foyer, con i grandi nomi del bel canto che si sono esibiti qui, ci indicano la strada: questo teatro tornerà a produrre opere liriche. È la nostra sfida. E porteremo in questo scrigno di bellezza scenica e perfezione acustica anche la musica classica, come nel tempo mai dimenticato dello splendore rinascimentale leoniceno».
( http://www.teatrodilonigo.it/ )

 

    Redazione
 (10/06/2016)

 

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