Nel fruscio poetico della Caccia

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Angela Caccia “Nel fruscio feroce degli ulivi”. E i ricordi sulle ali del vento cadono nelle menti sincere per continuare a viverli anche nella solitudine della malinconia.

di Michele Luongo

 

Nel fruscio poetico della CacciaI poeti raccontano i sentimenti e i pensieri, la rabbia, l’amore, il cammino dell’essere vivente, nel “Fruscio feroce degli ulivi” di Angela Caccia incontriamo una poesia limpida che entra con discrezione nell’animo del nostro tempo. Un tempo a volte falso: “ascolta il gallo, il verso del tradimento e/ ogni lingua farsi pietra” , o  che si disperde: “ pensieri/cadono a petalo/ su un campo che /simula la vita”.

Angela Caccia ci racconta dell’amore quello di donna: “ma quanta poesia nel silenzio di una rosa…” , “ poi, tutto s’acquieta/resta un respiro appagato/come tra due amanti” ed ancora  “nelle cose dell’amore/ solo gli occhi/ osano raccontare”.  E dell’amore di  Madre: “alle macerie fumanti della notte/ incede l’alba/ l’indistinto si fa bordo/ e mi rende la strada”. “ Piangevi e mi bagnavi le labbra/ supplicai in silenzio l’istinto/ in silenzio crebbi madre”.   “cielo che sta tutto in una nuvola/… scivolasse un goccio di luna/ mi darebbe finalmente il pianto”.

Una madre che vive il ricordo: “il taglio degli occhi,la forma del naso, / il colore delle unghie, tutto riconosco. / Ti ho sognato, sai ?!…/ Avevi lo stesso sguardo di adesso, di chi ancora non sa di stare al mondo”. E quell’amore immenso che si materializza: “ma sventrata d’un figlio/ come si chiamerà la madre?”.

Una Silloge quella di Caccia che ci lascia alla riflessione e così diviene bella e intensa la lettura “ Nel fruscio feroce degli ulivi” dove  s’incontrano piccoli angoli di vita, quasi uno scrigno che raccoglie la ricchezza dell’emozioni, i petali del ricordo:  “ lui non parlo- io… chinai il capo./  Non mi bastò il suo tacere, non vi era/ cuore libero o liberato nella Sua Parola”.   E così : “ Mi curverò paziente alla/ solitudine del tuo abbandono/ frugherò tra le parole per / consumarlo/ Nel tempo ti riconoscerò”.

E i ricordi sulle ali del vento cadono nelle menti sincere per continuare a viverli anche nella solitudine della malinconia : “ sono la piazza che grida di/ uccelli felici e dalle corde della/ mia chitarra cadono grumi di / malinconia”. “perché mi sei platano e godo la tua ombra/ m’improvviso ramo se ti sorprendo foglia”. Qual migliore pensiero per la sua terra: “ Qui la terra mia/ realtà ruvida e greve/ chiusa in un memoriale antico, dove il/ pianto e un sorriso si fanno ancora/ pane spezzato insieme/ nel vino dello steso grappolo”, superbo atto d’amore.

Poi l’intreccio d’amore, di rabbia nell’esplosione dei sogni come nelle fiabe: “ ma lasciami a una finestra/ e dalla finestra il cielo” , “il vento va calando e / l’ombra calma/profuma di rosa/ mi decido:/baratto il presente!”. Un’eterna riflessione sul nostro tempo il tempo che ci racconta Angela Caccia con le sue poesie “Nel Fruscio feroce degli ulivi” con la bella copertina “Ciottoli”, una foto dell’autrice,  dove il mare incontra la riva acciottolata e la luce del sole ne stria il colore a sottolinearne il fruscio poetico che né il tempo né la lontananza né il ricordo riescono a sbiadire la memoria dell’inizio del cammino.

Angela Caccia “Nel fruscio feroce degli ulivi” – Prefazione di Davide Rondoni – Ed. FaraEditore, Rimini, 2013 – Pag. 91  euro 12,00 – ISBN 978 878 97441 23 6 – http://www.faraeditore.it

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (09/08/2017)

 

 

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