Calici Italiani e Austriaci

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Calici Italiani e Austriaci, aziende con diversi stili percorrono la bella linea della cultura del vino. Agli esperti del settore, giornalisti e amanti del buon vino, in un’atmosfera informale, sono stati presentati dei vini eccellenti.
di Michele Luongo

 

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Jesolo, incontro vini austriaci e italiani

Calici Italiani e Austriaci. Non molto tempo fa ho avuto il piacere di partecipare nella splendida location del Falkensteiner Hotel & Spa di Lido di Jesolo, a un incontro tra vini italiani e vini austriaci. Una bella manifestazione, organizzata dal prestigioso magazine austriaco Falstaff, dedicato al mondo dell’eno-gastronomia, cui hanno partecipato tre aziende italiane la Vie di Romans (Friuli Venezia Giulia),  Bertani (Veneto),  Tenuta San Leonardo (Trentino), e tre aziende austriache Gruber Röschitz (Niederösterreich), Feiler Artinger (Burgenland),  e Wohlmuth (Stiria).

Agli esperti del settore, giornalisti e amanti del buon vino, in un’atmosfera informale, sono stati presentati dei vini eccellenti ed  il contatto diretto con i produttori ha permesso di ascoltare il racconto del proprio vino con una degustazione che ad ogni sorso sembrava svelare nuove caratteristiche, a dimostrazione che il buon nettare non finirà mai di stupirci.

In particolare ho molto apprezzato il Secco Bertani “Vintage Edition” 2012, dell’azienda Bertani,  un’antica ricetta, una lunga macerazione sulle bucce, a freddo, prima di una lenta fermentazione, dettagli per un’emozione in calice.  Il Flors di uis DOC Friuli Isonzo Bianco,2013, dell’ azienda Vie di Romans, malvasia, Tocai friulano, riesling, intensi profumi e mineralità, è così, incantevole.

E un grande vino, il San Leonardo , 2006, della Tenuta San Leonardo, mesi di maturazione in tini di cemento, ed ancora 24 mesi in barriques e affinamento in bottiglia,  rosso rubino, intenso, frutti di bosco e lunga persistenza, un invito a trascorre il tempo.

Non nascondo che i vini austriaci, mi hanno sorpreso molto, soprattutto per la loro freschezza, sono vini che stanno ritagliandosi un meritato spazio sulla scena internazionale, grazie alla propria tipicità, si consideri che la denominazione ( DAC ) è stata istituita solo nel  200I e la prima DAC denominazione di origine austriaca è per il Gruner Veltiner secco e tipico del territorio con la denominazione  Weinviertel DAC ( prima annata 2002 ). Invece, il primo vino rosso austriaco ad ottenere la DAC è il Blaufrànkisch (franconia) del Mittelburgenland ( prima annata 2005), e per la prima volta il vino tipico è presentato in due categorie “Klassik” e “Reserve”.

Ho degustato un Zweigelt & More, 2011, dell’azienda Feiler-Artinger, quindici mesi in botti di rovere, ottimi tannini, bel finale, elegante. Il Gelber Muskateller  Röschitz 2014, fresco, si lascia bere, dell’azienda Gruber Röschitz. E il Riesling  Edelschuh, 20114 ,dell’azienda, Weingut Wohlmuth, sentori di frutta, nocciola, passione, delicato, straordinariamente fresco.

L’incontro è proseguito con un’interessantissima Masterclass Tasting condotta con professionalità  da  Willi Klinger, Austria Winemarketing e Othmar Kiem, che hanno messo a confronto in cinque Flight,  due vini italiani e uno austriaco. Degustando tutti i vini presentati dai produttori per l’incontro. L’atmosfera conviviale ha permesso un maggiore approfondimento delle peculiarità d’ogni vino, coinvolgendo il pubblico nelle immediate emozioni dall’analisi organolettiche. 

Infine, una cena con gli chef Christian Petz di Vienna e Omar Augusto Zorzetto del Ristorante Omar di Jesolo, hanno deliziato la serata con un menù in abbinamento ai vini delle aziende presenti all’incontro.

Italia e Austria nei calici, aziende con diversi stili percorrono la bella linea della cultura del vino per regalarci con la propria sapienza un ventaglio di sensazioni che ci rilasciano il piacevole ricordo del buon vino.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (14/12/2015)

 

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