Nobile di Montepulciano, progetto Docg zero emission

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Nobile di Montepulciano: la Docg fa da apripista alla Zero Emission. Il Consorzio di tutela, in sinergia con l’amministrazione comunale e centri di ricerca.
Redazione

 

Il Consorzio del Vino Nobile riparte con un progetto all’avanguardia Nobile di Montepulciano. Dopo il bilancio e le festa per il mezzo secolo di vita compiuto nel 2016 il Consorzio del Vino Nobile riparte con un progetto all’avanguardia per quanto riguarda una denominazione vitivinicola e un intero distretto: certificare ogni bottiglia prodotta per dimostrare l’impatto zero della produzione sul territorio d’origine. I primi risultati sono attesi a maggio prossimo, ma dall’entourage dell’organismo di tutela si respira già un’aria piena di ottimismo.

Operativamente il piano costruito ha come finalità la riduzione delle emissioni dei gas-serra e la promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica con l’obiettivo la riduzione o la compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dalle tre fasi su cui si articola la produzione della Docg Vino Nobile (agricola, aziendale e di trasporto).  L’intero progetto ha come garante scientifico l’Università “G. Marconi” di Roma mentre i partner sono il Comune di Montepulciano, il Consorzio del Vino Nobile e la sezione italiana dell’Ises (International Solar Energy Society, la principale associazione tecnico-scientifica del nostro paese per la promozione dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

L’asse portante dell’intera iniziativa – si spiega invece in una nota- – è quella di creare una piattaforma collaborativa per sostenere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Dal punto di vista logistico- viene precisato nel dettaglio-  la piattaforma collaborativa sarà caratterizzata da servizi materiali e virtuali che permetteranno l’integrazione degli organismi di ricerca, delle imprese agricole, delle tecnologie innovative, dei centri per l’innovazione del settore vitivinicolo in un sistema organizzato e strutturato della conoscenza, per incoraggiare il trasferimento dell’innovazione tecnologica e delle tecnologie sostenibile al sistema delle imprese agricole del settore vitivinicolo.

All’interno del progetto non viene poi trascurato l’obiettivo di migliorare il posizionamento delle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile sul mercato internazionale in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.  Si punta inoltre anche a favorire il processo di scambio delle conoscenze e del know how attraverso la qualificazione della piattaforma collaborativa come un servizio e una struttura di riferimento per le aziende del Consorzio.  Non manca infine l’idea di sviluppare modelli di competitività nelle aziende vitivinicole basati sui principi dello sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione alla piattaforma come nucleo centrale di una rete globale della produzione di conoscenza.

Sull’avvio del progetto presentato a Roma il presidente del Consorzio del Vino Nobile Andrea Natalini ha commentato che “al termine dell’iter del progetto Montepulciano, con la DocgG Vino Nobile, sarà il primo distretto vitivinicolo in Italia a poter certificare l’impatto zero sull’atmosfera della propria produzione vinicola. Il fine- ha aggiunto-  è giungere entro il 2020 (scadenza indicata anche dal Patto europeo dei Sindaci, a cui Montepulciano aderisce) alla neutralità delle emissioni di gas clima – alteranti grazie all’utilizzo da parte degli Enti pubblici o di privati di buone pratiche quali rimboschimenti, impiego di pannelli fotovoltaici, produzione di energia da centrali alimentate a biomasse”. ( http://www.agroalimentarenews.com  )

 

    Redazione
  (01/02/2017)

 

 

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