Calice intriso di storia, vino Borgogno

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Borgogno è una cantina storica di Barolo. Il genio, la follia di conservare per vent’anni il vino. Grandi vini intrisi di storia e nel calice il piacere della riflessione.

di Michele Luongo  

Barolo-Calice-Borgogno-byluongo-14062016-Barolo è un piccolo centro del Piemonte, in provincia di Cuneo, divenuto famoso per il suo straordinario vino, grazie all’iniziale produzione di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo. In pieno centro di questo suggestivo comune, si trova la cantina Borgogno, fondata nel 1761 da Bartolomeo Borgogno. Cantina di grande interesse storico, nel 1861,  anno in cui si realizza l’Unità d’Italia, al pranzo celebrativo dell’unificazione d’Italia, il vino ufficiale prescelto è proprio il Barolo di Borgogno.

Calice intriso di storia. Borgogno è destinata ad essere una cantina per la produzione di grandi vini. Nel 1920 Cesare Borgogno ha la genialità, la follia, di iniziare la tradizione di non vendere metà della produzione annuale e di lasciarla nel buio della cantina e venderla solo dopo vent’anni. Il Barolo Borgogno è un vino importante, già nel 1972, ad un asta di beneficenza una bottiglia raggiungeva la cifra di 530,000 lire ( un record a quei tempi) oggi si parla di migliaia di euro.

Borgogno è una cantina storica di Barolo, scavata nel tufo della collina. L’attuale proprietà la famiglia Farinetti, l’acquista nel 2008, pur conservandone tutte le caratteristiche della tradizione, porta significati cambiamenti aziendali ad incominciare, nel 2009, ad aprire la cantina ai visitatori, cosa prima non permessa.

Venti ettari e una produzione sostenibile, non usa diserbanti e non usa concimi chimici. Da non perdere una visita alle storiche cantine e il wine shop dove è possibile trovare anche vecchie annate. Degustare un Barolo Borgogno è come sorseggiare la storia di quel vino. Barolo, DOCG, Liste, 2009, potenza e morbidezza, avvolgente. Barolo, DOCG, Cannubi, 2009, complesso, equilibrato, elegante, di piacevole persistenza. Ed ancora Borgogno Barolo Riserva, 2004, che armonia, morbidezza, eleganza eppure è ancora giovane.

E giusto per continuare nella storia, Borgogno “No Name”, 2009, profumo intenso, elegante, è un vino senza nome che solo per questioni di burocrazia non può fregiarsi del nome Barolo. Così la scelta di non indicare alcun nome, e diviene un invito alla riflessione sull’esagerata burocrazia nel mondo del vino dell’agricoltura italiana.

Quelli della Cantina di Borgogno, sono vini con un bouquet complesso e avvolgente, che esprimono potenza ed eleganza in persistenza armonia, il tempo sembra proprio il migliore alleato per degustarne la straordinaria espressività. Borgogno vino di storia, vino di riflessione  ( http://www.borgogno.com/  )

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                 (29/10/2016)

 

 

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