Progetto gourmet alla Stua del John a Folgaria

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Progetto gourmet alla Stua del John a Folgaria. Una cucina con attenzioni alle tradizioni, al territorio con piglio innovativo. Musica dal vivo, e personale addestrato all’uso della Cardioprotezione.
di Michele Luongo 

 

Progetto gourmet alla Stua del John a Folgaria
Splendida Amuse bouche, alla Stua del John, Folgaria

Un interessante progetto gourmet alla Stua del John, una location in pieno centro di Folgaria, cittadina trentina nel gruppo montuoso della Vigolana, l’Alpe Cimbra, fra boschi, pascoli, laghi, piste di sci, fondo, sentieri, è un abbraccio della natura per un invito al relax.

Qui, la famiglia Schönsberg, che gestisce il John Caffè, ha deciso di investire sulla tradizione guardando al futuro. Sul corso principale di Folgaria, una splendida e lunga vetrata che ci ricorda le brasserie francesi, con un accattivante design, accoglie gli ospiti con un moderno bar e salottino -terrazzo ed un camino che preannuncia piacevoli momenti conviviali. Sin dal mattino con magnifiche colazioni e tutto il giorno con una prelibata pasticceria, o cocktail, divenendo di fatto un ricercato luogo d’incontro.

All’interno del locale John Caffè, la Stua del John, una cucina gourmet con attenzione alle tradizioni, affidata allo chef Andrea Mantovanelli con l’intento, appunto, di valorizzare i prodotti del territorio.  

Anna e Alberto Schönsberg hanno presentato alla stampa il progetto e lo chef Mantovanelli, che per l’occasione ha preparato un apposito menù. Gli ospiti sono stati accolti con calici di elegante perlage Ferrari Perlè, Trento Doc.

Piccola cucina a vista, e lo chef Mantovanelli ha sottolineato la sua ricerca sul territorio con riferimento a prodotti locali, come il formaggio, il burro, le erbe e il pane. E, di volta in volta, ha introdotto i propri piatti.  

L’inizio è davvero entusiasmante con una eccellente amuse bouche, sia nella presentazione sia per la qualità. Un tris: “Radicchi di campo brasati con yoghurt di bruna alpina e polline di finocchio selvatico”, “Foglia di Trentingrana e mousse di caprino di Maso Guez ai lamponi”, “Zuppetta di mela, bergamotto, uova di trota e nasturzio dei cappuccini”, semplicemente eccellenti, piatti che coinvolgono i sensi con amabile freschezza.

Si prosegue con il “Semicotto di Temolo di Preore con infuso di radici e funghi, gel di pino mugo e cardo, purea di sedano di montagna”. Un tentativo di coniugare la tradizione, il territorio e la modernità, ottimo il pesce ma nel freddo brodo non incontra né fragranze né sapori.

Con il duetto di anatra e pollo lo chef amalgama ed equilibra perfettamente la sapidità, cosi il “Paté’ croute di anatra, pollo e guanciale, pressee’ di coscia d’anatra confit e foie gras”, in pane in crosta e senza, ha un’intensità di gusto che diviene un piacere per il palato.

Equilibrio che si smarrisce nella portata degli “Spaghetti Felicetti, al nero di seppia, con confettura di latte, aglio rosso e peperone Piquillo, bottarga di trota e calendula”, dove l’ottima cottura degli spaghetti non trova l’accordo con la salsetta che sembra mancare di verve, tra l’altro la portata giunge fredda a tavola.

E il richiamo al territorio ritorna e ci conquista con la “Trota marmorata cotta su corteccia di abete bianco, vin blanc al pastis e carpaccio di prataioli”, un’ottima portata con il tocco croccante dei funghi prataioli.

Con un eccellente pre dessert: “Sorbetto alla granny smith, yuzu e wasabi”, abbiamo un gradevole dilagare di freschezza. La “Torta moderna al mango, creme brulee’ e cioccolato guanaja”, è dolce e golosa, ma si sente pochissimo il mango.

Una nota sulla scelta da parte del sommelier di portare i vini in abbinamento alla cieca, nella circostanza, non si è capito il senso. Ed è opportuno che il personale conosca le portate.

Alla Stua del John, tutti i fine settimana e nei giorni festivi, vi è musica dal vivo, al piano, il maestro Giuseppe Martinelli. Inoltre, probabilmente, una primizia per i ristoratori trentini, qui, esiste la Cardioprotezione, defibrillatori DAE, e, soprattutto il personale è stato addestrato all’uso. Un plauso alla proprietà.

Tradizione, territorio e la buona cucina, con una maggiore cura per i dettagli anche sulle Alpe Cimbra, prende vita un interessante progetto gourmet alla Stua del John della famiglia Schönsberg, dal 1954 nel cuore di Folgaria.

John Caffè e La Stua del John
Via E. Colpi 52, Folgaria (TN)
Tel.328 244 4694  –  http://johncaffe.it/  

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (19/12/2018)

 

 

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